Francesco Cavalli

Preventivo 2004


18 dicembre 2003

Modifica Lord

Alla scuola oggi si chiede sempre di più, le famiglie si attendono da essa risposte che non riescono più a trovare nel loro ambito. Sono stati introdotti nuovi compiti, quali l'educazione alla cittadinanza, la prevenzione dalle varie dipendenze, un maggior coinvolgimento delle famiglie, e altri ancora riassumibili nell'educazione al saper essere che si affianca al sapere e al saper fare. La professione docente è perciò profondamente mutata con nuovi oneri e responsabilità ma a questo non corrisponde sempre il dovuto riconoscimento.
Ricordo alcuni aspetti significativi

  • La spesa cantonale pro capite per la scuola è diminuita di 750 franchi dal 1997 al 2000 ed è il 91% della media svizzera (dati 2001).

  • Le scuole ticinesi offrono il massimo di integrazione: gli allievi delle scuole speciali sono meno del 2% contro il 6% della media svizzera.

  • Il tasso di maturità è del 27%, secondo solo a Ginevra e il tasso di successo nelle università è eccellente.

  • Sul piano retributivo il Ticino è agli ultimi posti, altro che privilegi!

  • Per accedere alla professione di insegnante occorre una più intensa preparazione (ASP)

  • Nel recente passato i docenti al pari degli altri dipendenti dello Stato, hanno già dovuto accettare sacrifici: ricordo soltanto la riduzione di due classi dello stipendio iniziale, la sospensione degli scatti di anzianità, l'aumento del contributo alla cassa pensione e le indennità di rincaro parziali.

Ora, ci si propone di aumentare l'onere settimanale di lavoro. Una proposta inaccettabile, nemmeno discussa con la controparte. Essa comporta un aumento dell'onere lavorativo del 4% per chi insegna a tempo pieno e una corrispondente diminuzione salariale per chi lavora a tempo parziale, circa il 40%, e spesso questo lavoro a tempo parziale è l'unica fonte di entrata.
Inoltre la misura comporterà la perdita di un centinaio di posti di lavoro a scapito dei giovani che hanno completato gli studi e magari anche l'abilitazione presso l'ASP.
A pagina 81 del messaggio governativo si precisa che la presenza di numerosi incaricati eviterà di dover procedere a licenziamenti. Una frase infelice nei confronti di una categoria già di per sé penalizzata. Oltre agli incaricati ci sono poi supplenti annuali o di lunga durata ancora più indifesi.
I docenti sono anche stati criticati per aver protestato in massa contro questa misura; ma quando mai dei dipendenti accettano supinamente un aumento dell'orario lavorativo, e per di più calato su di loro senza la minima contrattazione?
Le manifestazioni del 12 novembre e del 3 dicembre hanno visto riuniti insegnanti, genitori e studenti per lo stesso scopo, quello di difendere qualità della nostra scuola pubblica; non era mai avvenuto in precedenza.
E le reazioni sentite ieri, gli strali contro la piazza, dimostrano che le manifestazioni hanno colpito nel segno anche proprio dando fastidio ai paladini del meno stato.
Una manifestazione fallisce se passa nell'indifferenza generale; stavolta non è proprio stato il caso!
In conclusione, la nostra scuola è troppo importante per essere oggetto di tagli indiscriminati, ma al contrario ha bisogno di nuovi investimenti, nel cantone e nei comuni. La politica degli sgravi fiscali ha fatto mancare importanti mezzi allo Stato, ed si ora vorrebbero ricuperare queste mancate entrate con tagli alla spesa nella scuola e nella socialità.
Sono quindi assolutamente contrario alla modifica della Lord nel senso di aumentare l'onere di lavoro dei docenti e mi auguro che essa venga annullata.

Ginnastica correttiva

Il servizio di ginnastica correttiva, meglio definito ora come educazione al portamento, che si vuole abolire a partire dal 2006 con un risparmio di circa 2 milioni è già sensibilmente ridotto in passato; da 40 docenti a tempo pieno negli anni '70 ai 16 attuali.
Si tratta di un falso risparmio perché la prevenzione di anomalie dell'apparato locomotore evita che a lungo andare si verifichino patologie più gravi con i relativi costi sanitari.
Certo le modalità di questo servizio possono essere ridiscusse, e i docenti del settore sono disponibili, ma sarebbe un grave errore cancellare del tutto ogni accenno nella legge della scuola a questo aspetto dell'educazione.
Per questo abbiamo inoltrato un'iniziativa parlamentare.

Scuole comunali

Le scuole comunali rappresentano il primo tassello del nostro sistema scolastico. Già in passato abbiamo assistito a decurtazioni del sussidio cantonale: ad esempio, da alcuni anni, non sono più sussidiati gli stipendi dei docenti speciali e le supplenze.
La nuova scala proposta dalla commissione della gestione corregge in parte gli effetti sui comuni più deboli, ma pur sempre di riduzione si tratta. Per mettere veramente sullo stesso piano le scuole comunali sarebbe invece necessario muoversi nel senso dell'iniziativa parlamentare di Raoul Ghisletta, "Diritto per le famiglie ticinesi ad avere scuole comunali di qualità sull'intero territorio cantonale" approvata dal GC nel febbraio 2003 e ora ripresa anche da una petizione lanciata dal coordinamento cantonale dei genitori. Occorre ad esempio poter istituire in tutti i comuni una scuola dell'infanzia completa dai tre ai cinque anni, reintrodurre il sussidio per i docenti delle materie speciali e i docenti di appoggio, attivi nelle sezioni pluriclassi dei comuni periferici.

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