Francesco Cavalli

Aggregazione Cugnasco Gerre (Comune nuovo).


22 febbraio 2005, come relatore di minoranza

È stato più volte sottolineato, in questo dibattito, ma anche in precedenza, che il progetto di aggregazione Cugnasco-Gerre, o Comune Nuovo, che il Consiglio di Stato, con il messaggio 5568, propone di abbandonare, è sostanzialmente diverso da tutti gli altri, per caratteristiche proprie, ma soprattutto per il nodo essenziale del quartiere delle Gerre di Sotto appartenente alla città di Locarno, la cui popolazione ha ribadito nella votazione consultiva ma anche in petizioni e lettere di voler aderire al nuovo comune. Un caso più che speciale, unico, non esistendo nel Cantone nonostante qualche allarmismo in tal senso una situazione analoga. La situazione geografica è tale da escludere tentativi di imitazione.

Ora diciamocelo chiaro, non fosse stato per l’implicazione di Locarno, questo progetto di aggregazione sarebbe stato salutato con favore da tutti, anzi probabilmente già realizzato; questo in virtù della situazione territoriale, demografica e socioeconomica che caratterizza il comprensorio. Chiunque sia stato sul posto avrà potuto agevolmente verificarlo.
E del resto anche qualche collega che ha sottoscritto il rapporto di maggioranza aveva ammesso che questo era un progetto interessante.

Invece ora si enunciano teoremi secondo cui chi sostiene il Comune Nuovo vuole smembrare Locarno, vuole frapporre ostacoli insormontabili alle aspirazioni della città ad aggregarsi con i comuni dell’agglomerato urbano. Va bene che la nostra è la repubblica dell’iperbole e a questa figura retorica si fa ricorso in continuazione!
Ma affermare che chi sostiene il Comune Nuovo è in un certo senso contro Locarno è un’insinuazione che come locarnese respingo decisamente! Ho a cuore il futuro di questa città in cui ho svolto l’intera vita professionale e credo di conoscerne i molti pregi come pure le debolezze.

In un documento, peraltro molto apprezzabile, inviato dal Municipio di Locarno al Consiglio di Stato lo scorso 31 gennaio in merito allo studio sulle nuove città si conclude con una dichiarazione pure da classificare come iperbole:
“Il Municipio […], ribadisce la propria opposizione alla disgregazione del territorio comunale che priverebbe il comune della risorsa materiale principale di cui ancora dispone, ovvero il territorio.” Ricordo che si parla di 56 ha sui 982 che Locarno ha sul Piano di Magadino.
Ebbene, in questo come in altri documenti si minimizza la dichiarata volontà espressa dalla popolazione del quartiere delle Gerre di Sotto di volersi unire a Gerra Piano e Cugnasco per costituire il nuovo Comune. Il quartiere delle Gerre di Sotto è una risorsa, un elemento indispensabile per lo sviluppo futuro, ma non una comunità di 600 persone.

Il progetto del Comune nuovo è nato da un gruppo di cittadini che si sono costituiti nel febbraio 1999, cioè esattamente sei anni or sono nell’Associazione Comune Nuovo, e che da allora hanno sostenuto con costante impegno le ragioni a favore una concezione del Comune che considerasse la naturale unità geografico-territoriale, la lunga consuetudine di collaborazione fra Enti e le molteplici esperienze ed attività in comune maturate nel corso degli anni. 

La collega Fiamma ha già illustrato in modo esaustivo le considerazioni demografiche, territoriali e sociali che stanno alla base della validità del progetto e non mi dilungo oltre su questo aspetto, limitandomi a riaffermare che la coerenza di questa aggregazione basterebbe da sola a consigliare di non abbandonarla in modo così frettoloso.

Merita qualche considerazione anche la votazione consultiva il cui risultato è condizionato dalla prevalenza numerica degli iscritti in catalogo di Locarno: 7601 (solo in città) su un totale di 9534 (ossia il 79%). Non c’erano quindi dubbi sull’esito complessivo come su quello cittadino. Perciò sono necessarie alcune puntualizzazioni.
Innanzi tutto, nel comprensorio interessato (Cugnasco, Gerra Piano e Gerre di Sotto) i SI sono stati il 60.8% con una punta del 70.6% proprio nel quartiere locarnese. Anche Cugnasco ha aderito al progetto nonostante l’indicazione contraria del Municipio. Secondo il Consiglio di Stato, (messaggio a pag. 4) non si tratta però di un plebiscito. A parte il fatto che la maggioranza è comunque confortevole, bisogna allora dire che, al di là del risultato inconfutabile, nemmeno a Locarno c’è stato un plebiscito come testimoniano il 35% di voti favorevoli, la partecipazione molto bassa (35.9% e non 42 come afferma il rapporto di maggioranza) senza dimenticare il 5.4% di schede bianche (il triplo rispetto alla media delle altre votazioni consultive degli ultimi anni). Riassumendo, due maggioranze chiare, ma per favore lasciamo stare i plebisciti.

Chiediamo di non abbandonare questo progetto nel rispetto di quanto sostenuto dalla maggioranza della popolazione interessata, anche se ciò deve comportare un sacrificio per la città. Senza il quartiere delle Gerre di Sotto, Cugnasco e Gerra Piano rimarrebbero con i loro problemi da risolvere e con la necessità di operare investimenti onerosi. Per contro il sacrificio chiesto a Locarno è relativo: si tratta del 2.88% del territorio comunale e del 3.53% della popolazione, mentre non viene intaccata minimamente la zona industriale e agricola sul piano di Magadino. L’opposizione di Locarno privarsi del quartiere (e senza una stimolante contropartita) è certamente comprensibile, ma spiace constatare l’atteggiamento estremamente rigido assunto, mentre sarebbe stato più costruttivo un aperto dialogo con la controparte, in particolare l’Associazione Comune Nuovo.

Nel rapporto di maggioranza si dice che “Togliere alla città una "fetta" del suo territorio, equivarrebbe a uno schiaffo morale”, ma allora che cosa dovrebbero dire gli abitanti del quartiere e degli altri due comuni che vedrebbero cancellate le loro aspirazioni a costituire un comune territorialmente coerente e funzionale?

La creazione di un forte polo cittadino nel Locarnese è nell’interesse di tutti, della città come della regione e anche di tutto il Cantone. Le iniziative in tal senso si stanno moltiplicando, (con qualche evitabile rivalità) e mi auguro che esse abbiano un seguito concreto in tempi ragionevoli, e questo indipendentemente dall’esito della votazione odierna. Certo la difficoltà sono molte, i comuni vicini nicchiano, le finanze cittadine non sono purtroppo quelle di Lugano ed è quindi indispensabile che anche il Cantone si attivi concretamente.
L’ostacolo principale alla Grande Locarno non è certo la questione Comune Nuovo. Affermare, come scritto nel rapporto di maggioranza, che “Locarno perderebbe la "dote" principale che può portare per un’aggregazione urbana” è scorretto in relazione ai veri problemi politici e finanziari che ostacolano il dialogo con i Comuni dell’agglomerato. Ma in più l’uso del termine dote non è certo gentile nei confronti delle donne e degli uomini che risiedono nel quartiere.

Ma se un collegamento tra il progetto Gugnasco Gerre e le ipotesi di aggregazione urbana nel Locarnese c’è, questo sta semmai nei tempi. Non credo sia un caso che tutte queste iniziative siano sorte proprio in questi ultimi mesi in parallelo al dibattito sul Comune nuovo, anzi credo che esso sia stato proprio un stimolo

“La Bella addormentata finalmente si sveglia” scriveva otto giorni or sono Giò Rezzonico sul Caffé; ebbene a questo risveglio che tutti salutiamo con favore, anche i fautori del Comune nuovo hanno dato un contributo non trascurabile.

Qualche risposta: Frazione di Valle (Genazzi)
Prima di tutto il comune di Gerra è già oggi diviso nelle due frazioni e quindi il problema non è insormontabile; inoltre anche per questo chiediamo il rinvio al Consiglio di Stato che saprà certo proporre una soluzione ottimale, ritenuto poi che anche in Verzasca il tema delle aggregazione andrà ripreso. Il risultato della votazione in valle può anche essere interpretato come un desiderio degli abitanti di questa frazione di restare uniti al piano.

Fusione a due (Dominé)
È una soluzione minimalista, non voluta dalla popolazione interessata che lascerebbe irrisolti molti dei problemi relativi alle infrastrutture, lascerebbe il territorio spaccato e ancora più isolate le Gerre di Sotto.

Lavertezzo Piano (Merlini)
Il progetto Comune Nuovo è nato dall’iniziativa locale; da parte di Lavertezzo P. non ci sono stati segnali di interesse, in quanto questa frazione è più orientata verso Gordola e dalla Verzasca, tant’è vero che ha approvato il progetto Verzasca.

Coerenza (Dominé)
In matematica la coerenza è un concetto molto preciso, in politica meno, ognuno la interpreta spesso a suo piacimento. Nel mio rapporto ne ho parlato soprattutto in riferimento a quanto ho più volte sostenuto anche in quest’aula in tema di aggregazione controverse; non ritengo giusto lasciare diritti di veto a chicchessia, si tratti di Bignasco, Tegna o Locarno. Altrimenti si dà sempre alla componente più popolosa di un comprensorio il diritto di decidere per tutti, si tratti di aggregazioni o separazioni.

In conclusione, l’abbandono del progetto per il nuovo Comune non serve a nessuno: si va contro la popolazione delle Gerre che si sentirebbe vittima di un’ingiustizia, ma anche Locarno non guadagna niente in funzione dell’obiettivo prioritario di aggregazione urbana.
Ribadisco che respingere oggi questo messaggio non significa fare oggi il CN, ma non affossare questo progetto valido e interessante, chiedendo al Consiglio di Stato di presentarne uno favorevole all’aggregazione, riprendendo se possibile un dialogo tra le parti.

Invitando a sostenere il rapporto di minoranza e a respingere il messaggio di abbandono del progetto Cugnasco Gerre, auspico nel contempo che tutte le parti coinvolte (città, regione e Cantone) moltiplichino gli sforzi per avviare il processo di realizzazione della Grande Locarno.

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