Francesco Cavalli

Pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali
e DL concernente la limitazione dei sussidi a enti, istituti, associazioni, fondazioni e aziende autonome
per il periodo 2006-2007".


26 settembre 2005

Ancora una volta, per risanare le finanze cantonali, certamente in situazione precaria, si procede a senso unico con tagli a carico di chi è già di per sé sfavorito e con risparmi sui sussidi a enti, istituti, associazioni, fondazioni e aziende autonome, per il periodo 2006-2007, misure che incidono pericolosamente sulla qualità di servizi pubblici quali la sanità le case anziani, gli istituti sociali, i servizi di assistenza e cura a domicilio, e non da ultimo la formazione.
Nulla invece sul fronte delle entrate salvo qualche inopportuno travaso sui comuni; ma anche questa non è una novità. Emblematica l’operazione di risparmio sulla pulizia degli stabili che colpisce centinaia di lavoratrici tra le meno favorite di questo paese che effettuano un lavoro molto duro per un salario modesto (circa 3'000 fr lordi al mese).
Andate a vedere cosa vuol dire pulire giornalmente corridoi, atri e scale percorsi da 1'000 allievi e persone (come avviene in taluni centri scolastici) o cosa vuol dire ammucchiare decine e decine di banchi per passare la cera e fare le pulizie estive nelle scuole ticinesi. Potrete capire allora meglio la rabbia e in taluni casi la disperazione che questo taglio ha suscitato.
Le conseguenze negative della riduzione delle frequenze delle pulizie e la privatizzazione si faranno sentire anche sull'igiene negli uffici frequentati dall'utenza e nelle scuole pubbliche, come già denunciato da alcuni collegi docenti.

Anche la scuola, nonostante dichiarazioni di principio sull’impegno a salvaguardare la su qualità, non è esente da nuovi tagli, dopo quelli che hanno penalizzato soprattutto chi nella scuola opera con impegno; per restare agli ultimi tempi ricordo l’ora di lavoro in più, il blocco degli aumenti, la riduzione del 2,2% dei salari oltre 20'000 Fr., il dimezzamento del rincaro, la riduzione di due classi per i neoassunti, il taglio sulla dotazione oraria delle scuole professionali.
Per il Dipartimento educazione cultura e sport si prevedono minori spese di 7'409'000 per il 2006 e di 11'976'000 per il 2007, di cui, con il DL sulla limitazione dei sussidi, 1,4 milioni in meno nel 2006 e 2 milioni nel 2007 di sussidi ai comuni, che si vogliono bloccare per il 2006 agli importi del preventivo 2005, aumentati dello 0.5%, con poi un’analoga manovra già prospettata per l’anno successivo.
I Comuni, in particolare quelli con risorse finanziarie modeste, sono già confrontati con gli effetti degli sgravi fiscali che hanno comportato riduzioni del gettito di almeno il 10%. E qualche comune reagisce nel modo peggiore.
Tanto per fare un esempio, in un comune che conosco molto bene, la maggioranza della commissione della gestione (la storia si ripete) aveva proposto di abolire i docenti delle materie speciali; la ferma reazione dei genitori aveva poi fatto sì che l’infelice pensata venisse spazzata via. Per non parlare della sciagurata iniziativa del Municipio di Monte Carasso.
Il blocco dei sussidi per le scuole comunali, secondo la formula proposta (P2005 + 0.5%) è altresì impraticabile; soltanto con il rincaro dimezzato e la decadenza del blocco degli scatti, questo limite sarà facilmente sfondato.
Ma c’è di più: se in un comune o consorzio di piccole o medie dimensioni l’evoluzione demografica dovesse rendere necessaria la creazione di una sezione in più la spesa per gli stipendi lieviterebbe in modo molto più sensibile (da 3 a 4 sezioni siamo oltre il 30%). Dovranno pagarla i Comuni, almeno quelli che possono, questa sezione supplementare? Sarebbe grave, molto grave, ma non è nemmeno così, perché il rapporto di maggioranza, con una formulazione che non è certo un modello di chiarezza trasparenza, introduce una ulteriore disposizione.

Si tratta del cpv 3 dell’articolo 1 del DL che suona così: “Nei casi in cui i comuni partecipano al costo tramite una ripartizione col Cantone, l’applicazione di quanto precede non deve tradursi in un aumento per i comuni percentualmente superiore a quello per il Cantone, se ad esso competono le decisioni determinanti per i costi.” Traduzione: al comune non sarà consentito di creare una nuova sezione (l’autorizzazione spetta al Cantone) né con, né senza sussidio per non intaccare il famoso +0.5%. E allora la conseguenza è evidente: niente sezione in più e classi con numero di allievi superiore, magari di parecchio al 25 fissato dalla legge. E a rigor di logica non sarà consentito nemmeno il docente d’appoggio. In conclusione a farne le spese saranno quindi i docenti che si troveranno ad operare in situazioni sempre più precarie e di conseguenza anche gli allievi e le loro famiglie.
Ma durante i dibattiti sul preventivo 2004 era stato detto molto chiaramente che l’aumento del numero degli allievi per classe era escluso; ora lo si contrabbanda per via indiretta. Sezioni troppo numerose impediscono di seguire l’apprendimento dei singoli, e saranno soprattutto i più deboli, quelli che non hanno un sostegno in famiglia a patirne le conseguenze.
Ma con questo DL viene aggirato il risultato del referendum del 16 maggio 2004 quando il popolo indicò chiaramente che i sussidi per le scuole comunali non si toccano.
Approvare questo decreto significa dunque intaccare gravemente la qualità del servizio nelle scuole comunali e dare carta bianca a chi ritiene, con poca conoscenza della scuola, che il numero di allievi per classe possa essere aumentato senza conseguenze; oppure dar via libera a operazioni in aperto contrasto con il principio della scuola pubblica come il tentativo riproporre il ticket seguendo il pessimo esempio di Monte Carasso.
Invito dunque a respingere il DL e ad approvare le conclusioni del rapporto di minoranza.

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