Francesco Cavalli

Affiliazione della Scuola Teatro Dimitri di Verscio, alla SUPSI


21 marzo 2006, come relatore

Sarà magari anche un luogo comune, ma la STD è una scuola diversa; anzi è da considerarsi unica in Svizzera. È stata voluta da Dimitri (un clown conosciuto e ammirato in tutta la Svizzera e all’estero) per colmare una lacuna che esisteva nel campo delle scuole di teatro, essendo le altre più orientate al teatro classico, alla recitazione, piuttosto che al movimento, alle arti circensi, alla commedia dell’arte e alle forme burlesche. Alcuni colleghi che mi hanno preceduto hanno già espresso il loro apprezzamento; aggiungo, citando Ruth Dreifuss che “dobbiamo ringraziare Dimitri per averci dato un museo per il passato, un teatro per il presente e una scuola per il futuro”. Alla STD si insegna la comicità, con ampio riferimento alla tradizione come la commedia dell’arte, ma anche con la ricerca di nuove forme espressive. In un mondo sempre più competitivo, dove lo stress sul lavoro è in continuo aumento, saper far ridere con garbo e senza volgarità è un’arte non sempre facile ma che ha una sua valenza culturale.
Abbiamo assistito ieri ad una breve sfilata di maschere; ebbene anche la creazione di maschere è un’arte; Richard Weber, originario di Praga e docente di pantomima e maschere alla STD sin dalla fondazione è uno dei massimi esperti in questo ambito.
La scuola apre anche prospettive professionali interessanti, anche se in genere non molto remunerative.
Un’indagine condotta nel 2003 su tutti i diplomati dal 95 al 2001 ha mostrato che il 90% ha trovato una o più occupazioni nel settore, nei vari rami dello spettacolo (teatro, circo, cinema, musica e danza), nell’insegnamento o anche nel sociale, come i clown da ospedale che troviamo spesso nei reparti di pediatria, per il divertimento dei piccoli pazienti.
La suggestione relativa all’animazione presso la casa per anziani S.Donato di Intragna, proposta dal collega Giorgio Pellanda è certamente interessante; non tocca a me dare una risposta, ma sono convinto che da parte della scuola ci sia ampia disponibilità, anche perché animazioni in case per anziani sono già state organizzate. La clowneria, la comicità, il far ridere, in un luogo di cura possono avere effetti benefici, meglio di cento medicine.
Anche in Ticino alcune note compagnie come il teatro Paravento, il teatro Trickster e il gruppo Confabula sono stati fondati e si avvalgono tuttora di diplomati della scuola di Verscio.
Alla STD la lingua di base è l’italiano; nonostante che allievi e docenti provengano da aree linguistiche disparate e nonostante che la comunicazione verbale non sia predominante. Ma pur non essendo un italiano letterario tutti fanno del loro meglio e nelle conversazioni come si può constatare assistendo a lezioni o alle discussioni al bar. Anche Natascha Ivavovna, docente di acrobazia proveniente dal circo di Mosca fa del suo meglio per usare la nostra lingua. E inoltre ogni anno si tiene uno stage di commedia dell’arte con Alessandro Marchetti, che in questo ambito non è certo l’ultimo arrivato, dove si mettono in scena commedie della tradizione italiana, come recentemente l’Arlecchino servo di due padroni di Goldoni.
Devo però dire due parole anche sulle finanze, e qui le note sono meno liete. Il riconoscimento federale e l’affiliazione alla SUPSI che stiamo per ratificare non mettono al riparo la neocostituita ASTD da difficoltà finanziarie. Anzi le nuove esigenze organizzative, strutturali e didattiche hanno comportato oneri supplementari. E se il Cantone sta facendo la sua parte, non altrettanto può dirsi della Confederazione che, da un lato impone un livello qualitativo più elevato che implica un accresciuto impegno finanziario, ma parallelamente non interviene come dovrebbe a livello di contributi. Infatti per il 2006 e il 2007 verserà solo 1’600 franchi per studente in luogo dei 10'000 (1/3 del costo) come avviene per le altre SUP. Mancano quindi circa 300'000 franchi solo parzialmente compensati dal contributo cantonale straordinario di circa 110'000 franchi.
C’è veramente da sperare che a partire dal 2008 i contributi federali possano tornare al livello delle altre SUP, altrimenti la situazione potrebbe diventare davvero critica. La foto che ho messo in prima pagina del rapporto (mi scuso per la pessima qualità, ma a colori è un’altra cosa) ha un valore anche simbolico: una scuola che vuole tenersi in equilibrio e lo può fare solo con grande professionalità, come il funambolo a sei metri sopra la piazza di Verscio.
E a questo punto, vorrei spendere qualche parola sull’importanza della sede a Verscio. Non è un segreto per nessuno che tra il teatro, la scuola e la comunità non è stato amore a prima vista. Ma poi con il passare degli anni, gradualmente, c’è stato un avvicinamento da ambo le parti che ci ha permesso di conoscerci e apprezzarci sempre meglio avviando anche interessanti collaborazioni.
La festa dello scorso settembre ha dimostrato che la scuola come il teatro sono ora pienamente integrati nel nostro tessuto sociale.
A questo proposito mi piace ricordare una frase rivolta dal sindaco di Verscio a Dimitri in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria che era stata decisa con voto unanime dal CC. Nel nostro bel dialetto ha detto semplicemente “Dimitri, adess ti se vun di ness”.
Vorrei esprimere in questa occasione l’auspicio che la STD entrando nella SUPSI intensifichi ancora le collaborazioni (peraltro già avviate) con le nostre scuole, come pure con altre enti di pubblica utilità. Porto quindi il plauso del mio comune, che si sente onorato di ospitare, accanto a un teatro di fama internazionale, anche una scuola di livello universitario.
Prima di concludere devo però esprimere il mio disappunto per l’intervento del collega Quadri che insistendo con il termine di “ingegnere in pagliacceria”, usato in modo chiaramente spregiativo, ha mostrato ben poco rispetto per quanto fanno gli studenti e i docenti e per la serietà della scuola.
Ringrazio i colleghi che sono intervenuti e il Consigliere di Stato; un ringraziamento speciale al direttore Florian Reichert per la preziosa e piena collaborazione.
Invito quindi ad approvare l’affiliazione dell’ASTD alla SUPSI e i decreti legislativi annessi.

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