Francesco Cavalli

Credito quadro di 120 milioni per le aggregazioni.


30 gennaio 2007

In merito al credito quadro di 120 milioni destinato a promuovere le aggregazioni dei comuni di periferia che si trovano in situazioni finanziarie più o meno dissestate, non ho certamente obiezioni di sorta, in quanto il mio sostegno alla politica delle aggregazioni – anche coatte – è sempre stato pienamente convinto. Anche da parte mia c’è quindi piena adesione al credito proposto. Mi limiterò più avanti a tre richieste di chiarimento.
Con questo credito quadro sarà possibile riprendere progetti abbandonati – forse troppo frettolosamente non volendo usare l’opzione della fusione coatta – come quelli della Verzasca, della media Leventina, del medio Malcantone. Nelle votazioni consultive di un paio di anni fa le aggregazioni erano state respinte da elettorati di poche decine di unità, più per emotività che per considerazioni razionali. Accanto ad esse si affacciano altre situazioni e nuovi progetti come la Rovana, il Gambarogno, la valle di Muggio.
Ma arrivo alle domande che concernono una parte del credito, quei 21 milioni scorporati dal resto e già destinati a due progetti, la valle di Muggio (sponda sinistra) e Avegno – Gordevio. Conosco troppo poco la Valle di Muggio per entrare nel merito, ma credo di poter conoscere abbastanza bene Avegno e Gordevio che non sono per nulla periferiche e non credo che siano veramente, oggi come oggi, in situazione disastrata. Un’aggregazione questa che sembra un po’ un corpo estraneo nel quadro generale considerato dal messaggio. In quest’ottica nel pacchetto ci poteva stare ad esempio anche il progetto di Cugnasco e Gerra.
Prima domanda:
Si è seriamente approfondita la variante dell’aggregazione con Maggia, una soluzione più logica dal profilo del territorio e delle infrastrutture, finanziariamente meno onerosa e anche ben vista, se non dai notabili, ma da non pochi degli abitanti interessati.
Si parla di circa 9 dei 21 milioni per questa aggregazione a due; questo stando a quanto riferito dal consigliere di stato Pedrazzini in un incontro con la commissione per le aggregazioni. Beati loro se li ricevono, e saranno magari anche giustificati, ma in ogni caso qualche confronto si impone: 9 milioni sono circa il doppio di quanto prospettato per le Centovalli con un territorio ben più problematico, corrispondono circa a quanto dato alla Lavizzara che aveva problemi di ben altra portata e infine per non farla lunga 9 milioni sono circa il triplo di quanto a suo tempo promesso alle terre di Pedemonte. Disparità che potrebbero far sorgere qualche malumore. Seconda domanda:
questi due comuni sono veramente in situazione dissestata, paragonabile a Bosco Gurin, Calpiogna, Brione V o Muggio?
Terza domanda:
Nel messaggio si precisa che la ripartizione del credito verrà comunque decisa di volta in volta dal Parlamento nell’ambito della concretizzazione dei singoli progetti.
Benissimo ma questo vale anche per i 21 milioni già destinati oppure in questo caso c’è già una quasi approvazione anticipata del credito effettivo? Attendo su questi punti, una risposta del consigliere di Stato.

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