Francesco Cavalli

Preventivo 2008: adeguamento al rincaro


19 dicembre 2007

I meno giovani tra noi ricordano certo come funzionava la compensazione del rincaro fino agli anni 70 del secolo scorso.
Allora veniva riconosciuto anche un conguaglio retroattivo. Infatti il costo della vita non aumenta di colpo il 31 dicembre, ma con una certa continuità durante tutto l’anno. Il rilevamento dell’indice è mensile. Quindi c’è una certa perdita del valore reale dei salari a gennaio, un’altra a febbraio e così via. Il conguaglio retroattivo – corrispondente grosso modo alla metà del rincaro cumulato annuale – veniva quindi corrisposto per compensare le perdite accumulate lungo il corso dell’anno.
Adesso che si dibatte sulla compensazione integrale o meno, questo conguaglio retroattivo può apparire fantascientifico, ma è aritmeticamente quello giusto.
Poi ci hanno detto che era un lusso ed è stata una delle prime manovre di risparmio operate sulle spalle dei dipendenti pubblici. Ne sono seguite tante altre (50) che ad elencarle tutte sorpasserei ampiamente il tempo concessomi.
La non compensazione integrale del rincaro è ormai diventata un’abitudine che deve cessare una volta per tutte. Ricevere il carovita dev’essere un diritto dei dipendenti da non mettere in discussione. Ci risulta che la compensazione sarà integrale per la Confederazione, molti Comuni e aziende private.
Per di più Lugano è disposta a concedere ai docenti comunali la parte di rincaro non riconosciuta dal cantone, con un ulteriore passo verso un Ticino a due velocità.

La mancata compensazione del rincaro o la sua compensazione parziale ha poi un aspetto subdolo in quanto non ne vengono evidenziati tutti gli effetti.
Si vuole far credere che la rinuncia a un 1% di aumento sia un sacrificio tutto sommato sopportabile, ma non si sottolinea mai abbastanza che questo 1% non è un mancato aumento ma una diminuzione del salario reale e quindi del potere d’acquisto.
Che questo 1% viene tolto non solo per l’anno in corso, ma per tutti gli anni a seguire e non viene più recuperato, a meno di rivalutazioni del salario reale (ma su questo punto Governo e maggioranza parlamentare sono sordi). Quanto non compensato nel 1995 i dipendenti pubblici continuano a pagarlo ancora oggi!
Infine questo 1% in meno erode la base su cui saranno calcolati i rincari successivi.

La pratica dei tagli sul rincaro si è ripetuta, con qualche interruzione, dal 1992, con una perdita accumulata vicina al 5%, cui andrebbe aggiunto lo 0.9% oggi in esame.
In concreto il dipendente con uno stipendio lordo di 80'000 fr. perde 4000 fr all’anno, o se preferite 40'000 (ossia 6 mesi di stipendio) in 10 anni!
Per qualcuno di voi è poco? Provate a chiedere ai ricchi un aumento delle imposte per 4000 franchi: chissà che proteste.
Il Consiglio di Stato vorrebbe dimezzare il carovita per 4 anni.
L’on. Sadis ha detto ieri che per il 2008 sono 7.7 milioni.
Mantenendo il tasso odierno, questi 7.7 milioni verrebbero moltiplicati per (4 + 3 + 2 + 1) ossia per 10. 77 milioni in 4 anni tolti ai dipendenti. Sono anche soldi che non si possono spendere e quindi non circolano nell’economia, poi i commercianti piangono se gli affari non vanno cone vorrebbero.
La proposta della commissione della gestione si limita, bontà sua, al solo 2008 ma la sostanza non cambia.
Proposte inaccettabili e per questo ci opponiamo all’entrata in materia e non apprezzo nemmeno l’idea di far rientrare dalla finestra il contributo di solidarietà già sopportato negli ultimi anni, e che verrebbe vissuto molto male e come una presa in giro dai diretti interessati.

I dipendenti pubblici e in particolare i docenti ticinesi sono i peggio pagati della Svizzera; dal 1988 non ci sono state rivalutazioni del salario reale, ma solo tagli, come l’entrata in servizio con l’arretramento di due classi, la sospensione degli scatti, nuovi compiti. Chiediamoci allora perché nelle scuole medie e medie superiori è in espansione il precariato, si prendono supplenti che magari non sono formati in modo specifico nella materia che devono insegnare (ho sentito parlare di farmacisti che insegnano matematica). La professione docente caratterizzata da più anni di formazione e meno paga perde così sempre più di attrattività.
Qualcuno osa ancora parlare di simmetria dei sacrifici? No questa è asimmetria bella e buona, a pagare sono sempre gli stessi, i più deboli. Per questo bisogna dire basta ai tagli fatti a spese del personale.
Quindi, a sostegno del riconoscimento del carovita pieno, non voterò l’entrata in materia.

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