Francesco Cavalli

Petizione Ivan Schmidt (Sensogiovane.ch)
"Criminalità giovanile tra studio e repressione"


3 dicembre 2007

Intervengo brevemente per portare l’adesione al rapporto della commissione delle petizioni che propone di archiviare la petizione inoltrata l’8 febbraio 2007dal signor Ivan Schmidt, unico firmatario, per conto di “Sensogiovane.ch”. Aggiungo solo qualche considerazione personale.
Certamente avete tutti letto la petizione e potuto valutarne la forma e il contenuto.
Scorrendo il testo si possono contare una ventina di errori di ortografia o grammatica, considerazioni pesanti nei confronti della nostra gioventù e anche affermazioni di chiaro stampo xenofobo.

Non è la prima petizione firmata dal signor Ivan Schmidt, ora residente a Dottikon, ma in precedenza a Muralto. Abbiamo verificato che - purtroppo - pur essendo residente fuori cantone, mantiene il diritto di inoltrare petizioni.
Il signor Schmidt si presenta come presidente di “Sensogiovane.ch”. Non ho ancora capito se oltre al presidente ci siano altri membri del movimento. Ma c’è il sito e sono andato a curiosare ed ho tra l’altro trovato gli statuti del movimento. Interessante è leggere l’articolo 2 che ne enuncia i “principi ispiratori”. Sono tre.
Il terzo nell’ordine è “La costituzione Svizzera” , benissimo
Il secondo è “UDC / SVP Nazionale” , legittimo
Ma illuminante è il primo principio ispiratore: “La politica e il pensiero di Ivan Schmidt” e non commento!
Tornando alla petizione occorre rilevare come già il titolo stesso “Criminalità giovanile” sia del tutto fuori posto, quasi che il nostro paese fosse percorso da bande armate che, come affermato dal petente, commettono crimini di ferocia crescente.
La commissione delle petizioni, di fronte a questo linguaggio chiaramente tendenzioso e incivile, avrebbe potuto tranquillamente archiviare la petizione senza ulteriori commenti.
Ma in questo modo si sarebbe opposta alla facile critica di voler schivare l’oliva, trincerandosi dietro questioni formali.
Ben consci del fatto che il disagio giovanile – concetto ben diverso da quelli di criminalità o delinquenza sostenuti nella petizione – è un problema reale e fonte di preoccupazione, abbiamo quindi optato per informarci sulle modalità con cui i diversi organismi preposti stanno affrontando la situazione.
Il disagio giovanile, necessita di una approccio interdisciplinare, ed infatti alla problematica sono interessati tre dipartimenti: Istituzioni (magistratura e polizia con il gruppo “Visione giovani”), Sanità e socialità (Infogiovani, politica familiare) e il DECS (con il particolare l’esperienza di quest’anno in tre sedi di SM). Altre iniziative sono da segnalare, come, ultima in ordine di tempo, quella promossa dalla Conferenza cantonale dei genitori, con un progetto denominato “l’educazione rende forti”.
Anche alcuni, nel limite delle loro possibilità si stanno dando da fare per trovare soluzioni, vuoi con la messa a disposizione di spazi per il tempo libero, vuoi più modestamente con la ricerca del dialogo.
Nelle Terre di Pedemonte da qualche mese una cinquantina di adolescenti si riunisce presso la stazione o sul sagrato nei fine settimana fino a tarda ora, con abuso di alcolici, disturbi e a volte qualche vandalismo. Non potendo fare di più le autorità locali hanno cercato il dialogo, con l’aiuto di enti già attivi quali “Visione giovani”, “Infogiovani”, “Pro Juventute” e altri. Per ora si è arrivati a un’interessante e frequentatissima serata pubblica, lunedì scorso, in cui è intervenuto anche il magistrato dei minorenni, dove anche i diretti interessati hanno potuto dire la loro.
Quindi non bisogna minimizzare, ma nemmeno creare allarmismi e men che meno pensare di poter risolvere qualcosa con la repressione, come vorrebbe “sensogiovane.ch”. Non c’è quindi da meravigliarsi se questa organizzazione e il suo presidente (da sempre nemici giurati degli autogestiti) abbiano molto apprezzato la reppressione della polizia con i manganelli contro pacifisti disarmati, avvenuta domenica scorsa a Lugano.
In conclusione vorrei ricordare che il disagio concerne pur sempre una minoranza, che c’è una gioventù che studia, impara una professione, sa divertirsi e sa anche preoccuparsi per la società e l’ambiente, che fa volontariato per azioni umanitarie.
Importante è puntare sulla prevenzione, non lesinando risorse, ma piuttosto facendo in modo che i giovani abbiano le opportunità di gestire il loro tempo libero, e si sentano più partecipi alla vita sociale.


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