Francesco Cavalli

Iniziativa Righinetti “Per un sistema di voto maggioritario in Ticino” .


5 giugno 2007

Già lo scorso settembre, in occasione del dibattito sull’iniziativa che postulava l’introduzione di un quorum diretto del 4% per l’elezione del Gran Consiglio. ero intervenuto a nome dal mio gruppo per sostenere i principi fondamentali del sistema proporzionale che permettono di assicurare una rappresentanza equa a tutti i partiti. A tal proposito trovo del tutto inopportuno riproporre con un’iniziativa fotocopia il quorum prima di aver dibattuto il principio del maggioritario o del proporzionale.
Ora è ovvio che, essendoci opposti al quorum diretto, a maggior ragione ci opponiamo al tentativo di sovvertire un sistema ampiamente collaudato con un passaggio dal proporzionale al maggioritario che costituirebbe un vero e proprio salto nel buio.
Tanto più che poco o nulla si dice sulle molte varianti del maggioritario, uninominale o plurinominale, a uno o due turni, con premi di maggioranza, con o senza panachage ecc.
Lo slogan secondo cui il maggioritario è migliore si diffonde anche alle nostre latitudini negli anni 90, parallelamente e forse non è un caso, ad un altro sostenuto più o meno dagli stessi ambienti che sostiene che il privato sia meglio del pubblico.
Ciò avviene sull’onda di un infatuamento verso i sistemi anglosassoni che hanno poi diffuso le dottrine del meno stato con le conseguenze sociali che ben conosciamo. Oppure si voleva prendere a modello quanto stava succedendo in Italia con il diffondersi del populismo di Berlusconi e Bossi.
Il PS ha preso chiaramente posizione a due riprese, nell’ambito di procedure di consultazione promosse dal Consiglio di Stato nel dicembre 2001 (rapporto Garrone) e nel giugno 2005 (documento “Il Ticino dal proporzionale al maggioritario”).
In entrambi i casi vengono illustrati i principali concetti che ci portano sostenere che un passaggio al maggioritario, in qualunque delle sue innumerevoli forme, sia del tutto inopportuno.

  • Nel contesto federale siamo in presenza di ordinamenti cantonali nei quali il legislativo è quasi dappertutto eletto con il sistema proporzionale e l’esecutivo, sebbene eletto con il sistema maggioritario in 24 Cantoni su 26, viene di fatto “proporzionalizzato”.

  • Il maggioritario porta alla riduzione del numero dei partiti e alla quasi impossibilità di veder nascere nuovi soggetti politici e tende a forzare la nascita di coalizioni non sempre fondate su obiettivi politici comuni.

  • non permette meglio di quanto non accada oggi al cittadino di individuare e giudicare le responsabilità, i meriti e i demeriti di chi governa, semplicemente perché le diatribe politiche si sposterebbero dal confronto tra i partiti, come accade da noi, a quello interno alle coalizioni.

  • Per il Legislativo poi, un eventuale sistema maggioritario comporterebbe il ritorno ai circondari elettorali, che potevano avere un senso nell’ottocento quando le comunicazioni erano difficoltose, non oggi nell’era della comunicazione globale.

Quanto alla presunta maggiore omogeneità al governo, la cosiddetta governabilità, a scapito di una effettiva rappresentanza delle forze politiche presenti, va sottolineato che secondo noi i problemi del Cantone non dipendono affatto dai sistemi elettorali, ma piuttosto da modo in cui vengono affrontati, e faccio qualche esempio:

  • Se il numero dei disoccupati rimane è ancora al 4.3% (6383 per l’esattezza) e seppur in lenta diminuzione è tra i più alti della Svizzera, nonostante che altre statistiche ci pongano tra i cantoni ricchi è forse colpa del sistema proporzionale?

  • Se in Ticino 8500 persone non arrivano a pagare i premi di cassa malati è a causa del sistema proporzionale?

  • Se circa 3800 persone devono rivolgersi all’assistenza ed è in continuo aumento soprattutto tra i giovani e il numero di famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà (i working poor), è per colpa del sistema proporzionale?

E potrei continuare elencando altre situazioni preoccupanti nel disagio giovanile, nella formazione, nel degrado ambientale e altre ancora. Oppure, riferendomi ai fatti più eclatanti, in senso negativo, della scorsa legislatura, gli scandali quali il fiscogate, il caso Stinca, gli appalti e asfaltopoli sarebbero stati evitati con il maggioritario? Vedendo quanto succede in paesi che applicano questo sistema, non credo proprio.
No, sarebbe troppo facile colpevolizzare il sistema elettorale proporzionale, anzi sono convinto che con un sistema maggioritario che dovesse premiare una concezione di maggior disimpegno dello Stato la situazione potrebbe anche essere peggiore!

Prima di concludere voglio citare un passaggio di quanto scritto da Argante Righetti nel marzo 2005 sul quotidiano LaRegione.

Il sistema proporzionale ha favorito la crescita civile e ha consentito di creare un ordinamento legislativo di livello avanzato.
La nostra storia e la nostra realtà politica consigliano di rifiutare il passaggio al sistema maggioritario, con i suoi effetti di emarginazione di forze politiche presenti nel paese, sia per l’elezione del Consiglio di Stato sia per l’elezione del Gran Consiglio.
Le difficoltà che il Ticino conosce derivano dalla complessità dei problemi, dalla svalutazione delle ideologie, dallo smarrimento dei valori etici e della cultura politica. È un’illusione credere che un nuovo sistema elettorale cambi la situazione.

In conclusione invito ad approvare il rapporto di maggioranza e a respingere l’iniziativa. Evitiamo salti nel buio e pensiamo ai problemi veri del paese.

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