Francesco Cavalli

Aggregazione Avegno-Gordevio


17 settembre 2007

Porto l’adesione del gruppo socialista a questo progetto di aggregazione, il quarto dopo Maggia, Lavizzara e Cevio nella Valle Maggia. Un progetto approvato dal 75% dei votanti ad Avegno e dal 70% a Gordevio, quindi con un ampio consenso. Del resto già dal 2001 i due Comuni avevano concordato di assumere un unico segretario comunale, quindi in un certo senso avviato le prove generali dell’aggregazione. Detto questo, mi si permetta di affermare che questa aggregazione tra Avegno e Gordevio pur essendo perfettamente coerente con la politica cantonale in materia, non è da applausi a scena aperta. Infatti, come si evince dalla cronistoria contenuta nel rapporto del collega Giorgio Pellanda, è mancato il coraggio, sia nella prima occasione, sia ora, di aderire al comune di Maggia, una soluzione più interessante a lungo termine. I due municipi, hanno preferito, per ragioni loro, la ben nota politica dei piccoli passi, Ne consegue una certa provvisorietà in attesa di un futuro assetto della Valle Maggia con uno o al massimo due comuni.

Il contributo finanziario del Cantone era già stato implicitamente approvato nella seduta del 30 gennaio, quando abbiamo accolto il messaggio 5825 per un credito quadro di 120 milioni a favore delle aggregazioni dei comuni di periferia che si trovano in situazioni finanziarie più o meno dissestate. Per Avegno Gordevio, e per la sponda sinistra della valle di Muggio erano già allora riservati 21 milioni.
L’ingente contributo di 10.5 milioni è destinato principalmente al risanamento del debito pubblico, che per entrambi i comuni si aggira attorno agli 11'000 franchi pro capite, chiaramente eccessivo.

Una volta risanato il nuovo Comune dovrebbe però potersi gestire con una certa tranquillità, tenuto conto anche del fatto che non sono necessari a breve termine grossi investimenti. Ricordo che la scuola è consortile (con Maggia), la scuola dell’infanzia c’è in entrambi gli attuali comuni, la rete viaria è soddisfacente, la depurazione delle acque in via di completazione.
Per fare un esempio, Avegno ha investito parecchio e anche bene nella valorizzazione dei nuclei, tanto da ricevere nel 1982 il premio Wakker.
In entrambi i comuni si sta verificando un incremento dell’attività edilizia, segno che anche Avegno e Gordevio stanno diventando zone residenziali pregiate. Inoltre sono presenti sul territorio due zone industriali-artigianali che, oltre ad offrire posti di lavoro dovrebbero garantire anche entrate fiscali. Pure l’offerta turistica con due tra i campeggi più belli del cantone, ristoranti e grotti è notevole, grazie al paesaggio e soprattutto al fiume, ancora molto frequentato anche in settembre.
Quindi, sempre in attesa di ulteriori sviluppi, si può guardare con una certa fiducia al futuro di questo Comune che sta nascendo.

Prima di concludere mi sia consentita una considerazione a titolo stavolta personale. Questa aggregazione viene seguita con interesse nelle vicine Terre di Pedemonte, dove da poche settimane è stata ripresa, con la costituzione della commissione di studio, la via della fusione. A molti cittadini è venuto spontaneo il confronto tra i 10 milioni di Avegno Gordevio e i poco più di 3 milioni che ci sarebbero stati concessi nel 2001. Due pesi e due misure? Difficile spiegare alla gente i meccanismi del debito pubblico pro capite, dell’autofinanziamento, delle risorse fiscali ecc. Il fatto è che i Comuni di Pedemonte non si sono indebitati, ma hanno rinviato importati investimenti.
Per questo auspico che il Consiglio di Stato venga incontro con maggiore generosità (in termini di contributo, ma anche di agevolazioni pianificatorie) alle richieste della neocostituita commissione per non farci correre il rischio di un secondo naufragio.

Detto questo concludo riconfermando il sostegno del mio gruppo all’aggregazione di Avegno Gordevio.

Messaggio del CdS e rapporto


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