Francesco Cavalli

Aggregazione Cugnasco-Gerra


17 settembre 2007, come relatore

Sono passati poco più di due anni e mezzo da quel 22 febbraio 2005, quando il Gran Consiglio dopo un appassionato dibattito decise con 45 voti favorevoli, 34 contrari e 6 astensioni, di abbandonare il progetto Cugnasco-Gerre, meglio noto con il termine “Comune nuovo”. Un lasso di tempo sicuramente breve per giungere oggi ad approvare quella che già allora era stata ventilata come soluzione di ripiego, senza cioè comprendere la frazione delle Gerre di Sotto appartenente alla città di Locarno. Quindi da Cugnasco Gerre si è passati a Cugnasco Gerra.
I fautori dell’aggregazione, superato lo sconforto, non hanno perso tempo e si sono rimessi al lavoro con un rinnovato spirito di collaborazione, e la nuova commissione di studio è giunta rapidamente alla presentazione di un nuovo rapporto di pregevole fattura per l’aggregazione a due. Ne sono poi seguiti la votazione consultiva con un risultato lusinghiero (68% a Cugnasco e 75% a Gerra) e il messaggio del Consiglio di Stato.
Non è mia intenzione rivangare la questione politica delle Gerre di Sotto ampiamente discussa nel 2005, ma questa rimane una soluzione di ripiego, anche se certamente valida ed in linea con gli obiettivi cantonali in tema di aggregazioni.
Infatti alcuni problemi rimangono: le Gerre di Sotto sono ancora lì, non si sono mosse di un millimetro, e la collaborazione tra il nuovo comune e la città di Locarno dovrà essere intensificata, tramite la stesura di nuovi accordi e convenzioni per scuole, centro sportivo, acqua potabile in primo luogo.

Se questa aggregazione sta andando in porto celermente, dobbiamo pur constatare, fatte naturalmente le debite proporzioni, che dall’altra parte per il momento non si è fatto granché per la costituzione del polo urbano del Locarnese. Ci auguriamo tutti che ciò possa avvenire quanto prima e vorrei sottolineare che questa aggregazione non ostacola per nulla quella dell’agglomerato, anzi potrebbe costituirne un primo tassello.

Mi soffermo ora su alcuni aspetti particolari:

Aspetto finanziario
Siamo in una situazione che vorrei definire speculare a quella della trattanda precedente di Avegno Gordevio. Qui abbiamo due comuni con una situazione complessivamente equilibrata, con moltiplicatori politici del 90% a Cugnasco e del 95% a Gerra Verzasca e indicatori finanziari sostanzialmente positivi. C’è però il rovescio della medaglia: in attesa degli sviluppi dei progetti di aggregazione molti importanti investimenti sono stati rinviati ed ora il nuovo Comune dovrà procedere con una certa sollecitudine.
Il programma complessivo prevede investimenti lordi per 27 milioni (20 netti) entro il 2016.
Alcuni sono urgenti, come le nuove sedi di SI, SE e palestra per un totale di 12 milioni per i quali sono in corso trattative con Locarno per una partecipazione.
Altri, come il centro sportivo, che si trova in territorio di Locarno, non sono una priorità assoluta.
Per tutti questi investimenti, per i quali comunque la commissione di studio ha presentato un piano di finanziamento credibile, il contributo cantonale è di 4 milioni. Non di più visto che tale è il debito pubblico.

Le scuole
sono indiscutibilmente il problema più urgente, anche in relazione allo sviluppo demografico con un tasso che è mediamente circa il triplo di quello cantonale e regionale. Anche il quartiere delle Gerre di Sotto presenta uno sviluppo analogo.
La scuola dell’infanzia attualmente non può accogliere i bambini di 3 anni, nonostante l’apertura di una terza sezione in una struttura provvisoria. Contando anche le Gerre di Sotto si prevedono almeno 5 sezioni e Locarno è interessata alla collaborazione.
Stesso discorso per le scuole elementari, che già accolgono nel centro consortile gli allievi locarnesi. Con 10 sezioni non ci sono ormai più spazi a sufficienza per l’insegnamento delle materie speciali. Un ampliamento è necessario.
Con lo scioglimento del Consorzio scolastico Cugnasco-Gerra Verzasca, si rende necessaria una nuova convenzione con Locarno.

Frazione in valle
Rimane ovviamente nel nuovo Comune. Ciò non dovrebbe costituire un problema a breve medio termine, in quanto c’è una continuità con quanto fatto finora nel comune di Gerra Verzasca. Certo si attende una soluzione per la sistemazione istituzionale della Verzasca, riprendendo con ambizioni più contenute il progetto precedente.
A questo proposito devo segnalare che non è stato possibile estrapolare l’esito separato del voto nelle due frazioni di Gerra Piano e Gerra Valle; ricordo che quest’ultima nel 2004 aveva respinto tanto il progetto “Grande Verzasca” quanto il quello “Comune nuovo”. Ciò è dovuto al fatto che i voti per corrispondenza sono stati raccolti in un unico ufficio elettorale. Una lacuna a cui occorrerà porre rimedio qualora dovessero riproporsi votazioni consultive in cui sono implicate frazioni territorialmente separate. Penso proprio alle future votazioni in Verzasca. E non dovrebbe essere troppo difficile.

L’ex sanatorio di Medoscio.
La commissione ha chiesto che si proceda nell’ambito di una revisione del PR a una modifica di destinazione del sedime, attualmente "zona casa di cura" nell’ottica di un utilizzo turistico. Incuriosito ho voluto salire a dare un’occhiata. Ebbene l’unica cosa bella è la vista che si può godere sul piano di Magadino, come è ora. Per il resto una desolazione. Gli edifici sono in pessimo stato, i serramenti divelti, i vetri in frantumi e la vegetazione avanza. L’accessibilità praticamente totale a questi edifici ormai fatiscenti può anche essere fonte di pericolo e sembra che sia sede di bivacchi.
Proprietaria è una fondazione piuttosto fantomatica, con cui il comune ha difficoltà a tenere un minimo di contatto. Forse qualcuno dovrebbe intervenire.

Collaborazione con Locarno.
Le premesse sono incoraggianti e il clima è certo migliore rispetto a 2-3 anni fa. Come ho detto il quartiere è sempre lì e bisogna darsi da fare per trovare le soluzioni migliori caso per caso. La commissione di studio ha chiesto esplicitamente il sostegno politico dell’Autorità cantonale nei rapporti finalizzati alla realizzazione delle opere di comune interesse e nel messaggio il Consiglio di Stato ha dato la propria disponibilità nell’ambito delle proprie competenze. Potrebbe essere un importante banco di prova per verificare anche le possibilità effettive di aggregazione del polo urbano.

Concludo invitando ad approvare con convinzione questa aggregazione che, anche se di ripiego, è valida, necessaria, interessante e voluta dalla popolazione.

Messaggio del CdS e rapporto


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