Francesco Cavalli

Centro balneare regionale Locarno


12 novembre 2007

La realizzazione di un nuovo centro balneare a Locarno è quantomai necessaria, se si considera che, a causa dell’esondazione del lago nell’autunno del 93, la vecchia piscina coperta, costruita alla fine degli anni 60, è stata danneggiata in modo irreparabile. Ma da 15 anni il rudere è sempre lì e se aspettiamo ancora un po’ diventerà monumento protetto.

La nuova struttura, oltre a valorizzare l’offerta turistica ha il pregio di essere stata concepita in un’ottica regionale. Sin dall’inizio nell’operazione sono stati coinvolti i Comuni della regione che si sono assunti un impegno certamente sopportabile nell’azionariato e nella copertura del disavanzo per i primi 5 anni, con la contropartita di agevolazioni tariffarie dal 15 al 25%. Poi sarà Locarno a garantire da sola la copertura, con la speranza che nel 2013 Locarno sarà diventata più grande.
Ma già il mettere d’accordo 16 Comuni per un’opera di queste dimensioni è stato certamente un grande successo, per niente scontato all’inizio. Personalmente ricordo che nel 2003, come municipale ho sostenuto con convinzione l’adesione del mio comune alla CBR, mettendo in evidenza la funzione del centro per la popolazione, le scuole e i tradizionali corsi di nuoto oltre che per il turismo.
In sostanza per il comune la motivazione prioritaria per aderire alla CBR sta nelle maggiori possibilità offerte alla nostra gioventù, alle scuole, e anche agli adulti di praticare il nuoto, uno sport tra i più sani e completi, per tutti, ed anche uno sport povero.

Si può anche comprendere che, per chi ha le rive dei fiumi sotto casa, l’attrazione della piscina come luogo di distensione è decisamente minore. Rive dei fiumi che richiamano anche turisti da ogni dove: conosco gente che si sposta ogni fine settimana da Basilea o Zurigo per raggiungere le rive della Maggia.

Coerentemente con la mia posizione in ambito comunale, voterò questo credito, ma mi sia consentito di esprimere alcune osservazioni.
Non voglio entrare nel merito del piano di finanziamento, anche se le previsioni sull’affluenza, in particolare quella invernale (circa 500 al giorno), mi sembrano tanto ottimistiche. Vorrei soffermarmi brevemente sulla questione del nuoto sportivo, premettendo che non ho assolutamente nulla a che fare con le società interessate.
Nel messaggio presentato ai comuni nel 2003 che prevedeva un investimento di 21-22 milioni (ora sono 29), si dava per certa anche la copertura della piscina olimpionica, quindi con ampie garanzie alle società sportive di poter svolgere la loro attività. Infatti nel messaggio si parlava di soddisfare le esigenze di carattere turistico, ricreativo, di benessere e anche sportivo.
Poi il CdA (rivedendo i propri calcoli) ha deciso di privilegiare solo l’aspetto turistico-ricreativo, facendo capire che al CBR per la pratica sportiva non c’era più posto o quasi. E quindi niente copertura invernale.
Dopo non poche polemiche che hanno avuto vasta eco sulla stampa, tra il CdA e le società sportive, la copertura con il pallone pressostatico è stata trasferita sotto forma di prestito al CS di Tenero. Ma ottenere questo risultato non è stato facile, ci sono voluti interventi politici presso le autorità federali, in un primo tempo poco sensibili, e anche una petizione con oltre 3300 firme. Infine l’accordo è stato siglato il 5 settembre ben dopo il messaggio dell’11 luglio, accordo valido fino al 2012.
L’aver trovato una sinergia tra le due strutture distanti pochi km è certamente da salutare con piacere, ma può comportare anche qualche disagio. Nell’accordo si specifica ad esempio che il CST è competente per i piani di occupazione e il tariffario. Quindi potrebbero esserci costi supplementari per i praticanti del nuoto sportivo e le loro famiglie.

Inoltre il CST ha anche altre esigenze legate a presenze più qualificate come i quadri nazionali o più remunerative. Nel prossimo giugno, la presenza a Tenero della nazionale tedesca avrà certo la priorità. Ed infatti il tradizionale meeting del Verbano sembra sia definitivamente compromesso.

E allora, fermo restando che le attività di formazione e allenamento e buona parte delle gare avranno sede al CST, mi auguro che eventi natatori di richiamo possano ancora aver luogo nelle piscine del CBR e quindi che le stesse siano adeguatamente attrezzate per i cronometraggi. Anche questi eventi in fondo contribuiscono all’immagine turistica di Locarno. E in queste occasioni non dimentichiamo che per il turista c’è anche un lago perfettamente balenabile (con un’acqua probabilmente più salubre di quella iperclorata delle piscine) che è un vero valore aggiunto del CBR, un po’ dimenticato in messaggio e rapporto.
Fatte queste brevi puntualizzazioni e augurando al CBR di raggiungere gli obiettivi auspicato e che la collaborazione regionale ne esca rafforzata, confermo il mio voto favorevole.

Messaggio del CdS e rapporto


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