Francesco Cavalli

Risoluzione:
Salviamo l’Isorno e la sorgente termale ai Bagni di Craveggia


13 novembre 2007

Quando il 6 giugno scorso ho presentato la prima interpellanza sul tema, non erano in molti i Ticinesi e credo pochi anche in quest’aula a conoscere l’ubicazione e la storia interessante dei Bagni di Craveggia.
Ora l’informazione è diffusa e sono certo che tutti sono coscienti del problema e possiamo ben dire che siamo di fronte a un caso internazionale che ha interessato anche i maggiori quotidiani italiani.

L’acqua, giustamente, è spesso oggetto dei nostri dibattiti, in quanto costituisce un patrimonio del nostro territorio. Per una valle la presenza di un corso d’acqua è vitale, e lo è in modo speciale per l’Onsernone, territorio di alto valore naturalistico. E l’Isorno non è un grande fiume, salvo le sporadiche piene che possono far paura. In questo periodo ha già una portata minima, tale da non consentire alcuna riduzione nemmeno di una goccia. La deviazione delle acque in località Bagni di Craveggia a due passi dal confine svizzero avrebbe serie ripercussioni sull’equilibrio idrologico di tutta la regione fino al fondovalle.

Ma perché mai vogliono questa centrale? Perché proprio lì? Perché un imprenditore senza scrupoli vuole mettere in produzione il 2% di energia pulita per poter poi liberamente produrre il rimanente 98% con combustibili fossili. E tutto l’iter è stato irrispettoso delle legittime esigenze della Valle e dei suoi abitanti. Per dimostrarlo basta ricordare che la richiesta di procedere con lo studio d’impatto ambientale è stata scoperta per puro caso da un cittadino sul sito della provincia VCO.

Dopo il mio atto parlamentare del 6 giugno, cui ha risposto in modo sollecito in consigliere Borradori, ci sono stati altri interventi anche a livello federale, articoli, dichiarazioni di politici influenti, contatti informali con le autorità italiane
e raduni sul posto che hanno contribuito a sensibilizzare la gente sul problema e a tener viva la protesta. Ma in concreto da allora le posizioni non si sono certo avvicinate, anzi dopo la deludente risposta del CF all’interpellanza Abate c’è stato un certo irrigidimento, vedasi le dichiarazioni del sindaco di Craveggia a metà ottobre. A questo proposito va anche aggiunto che la questione ha rovinato i consolidati rapporti di buon vicinato tra l’Onsernone e la Valle Vigezzo.
Da segnalare soltanto l’incontro del 26 settembre con le autorità provinciali del VCO nell’ambito della Regio Insubrica durante il quale si è discusso in modo concreto e il Cantone ha ribadito la propria opposizione di principio. E già che ho accennato alla Regio Insubrica, mi sento di affermare che questo è un vero banco di prova; se la Regio non serve a risolvere questo caso c’è da chiedersi a cosa serve.
Perché l’opposizione deve essere totale? Perché non trattare sui deflussi minimi? Perché il discorso sui deflussi minimi è una presa in giro, come ho detto in precedenza a questo fiume non si può togliere nemmeno una goccia d’acqua.

Non perdiamo occasione di esprimere il nostro sostegno alle regioni periferiche; in questo caso si tratta di una valle veramente periferica che non ha risorse a parte il suo meraviglioso territorio e dobbiamo fare tutto il possibile per difenderla.
La risoluzione che vi sottoponiamo è quindi più che mai necessaria, visto che il CF non è sembrato per ora molto impegnato a convincere il governo italiano ad abbandonare il progetto. Una posizione ferma del nostro parlamento accanto a quanto ha già fatto il Consiglio di Stato è quindi della massima importanza per raggiungere lo scopo da tutti – credo - auspicato. L’abbandono del progetto. Ringraziando l’UP per averla inserita subito all’ordine del giorno, vi invito caldamente ad accogliere la risoluzione.


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