Francesco Cavalli

Aggregazione Monteceneri


2 dicembre 2008

Da quando sono entrato a far parte della commissione per le aggregazioni sono stato confrontato con quasi 30 progetti, tra condivisi, contestati, riusciti abbandonati ma certamente nessuno così ingarbugliato come quello oggi in esame. Di fronte a tre rapporti – mi sembra una prima - ne ho firmato uno, quello di maggioranza, ma con riserva, in quanto non ho fugato tutti i dubbi in merito, pur ritenendo che la soluzione dell’aggregazione a 7, se non proprio ottimale, sia la più coerente. Si sarebbero anche potute proporre altre soluzioni, come un'aggregazione a 6, senza Isone, ma con Mezzovico.
Sono almeno tre gli elementi che hanno concorso a complicare questo progetto.
Dapprima il messaggio del Consiglio di Stato presentato in parallelo a quello per il Gambarogno. Due situazioni che non sono identiche ma che presentano parecchie similitudini. Eppure per il Gambarogno il messaggio proponeva l’aggregazione coatta, poi sancita dal Parlamento, mentre per Monteceneri, pur sostenendo la validità del progetto iniziale a 7 (definito come soluzione ideale) arriva poi alla conclusione di limitarsi a quella minimalista a 5. Una mancanza di coraggio, salvo poi comunicare con largo anticipo che avrebbe dato la sua adesione anche a una conclusione diversa. Il secondo elemento di difficoltà è costituito dalla decisione del Tribunale Federale che ha accolto il ricorso del Comune di Mezzovico-Vira contro il differimento delle elezioni comunali. Così in quel comune - e a Isone in forma taciota - si è votato in ottobre e la tornata elettorale non è ancora conclusa. Anche questa è una prima, forse un precedente!
Il terzo elemento è dato dalle posizioni dei vari rappresentanti dei Comuni che sono stati sentiti in commissione. Ebbene, praticamente tutti (salvo Isone) ci hanno detto in modo più o meno esplicito che l’aggregazione a 7 è un obiettivo condiviso da tutti (anche Mezzovico), “ma non così, non coatta, non adesso”. Un ritornello che abbiamo sentito anche in altre occasioni: aggregazione certo, ma non è il momento giusto, non è la forma giusta, il comprensorio è troppo grande per taluni, troppo piccolo per altri. Di pretesti per dire di no pur dicendo di sì, se ne trovano sempre. La soluzione a 5, è monca, non rispetta la coerenza territoriale, anche se con Villa Luganese questo Parlamento ha fatto di peggio, e non è il progetto posto in votazione consultiva e approvato dal 65% dei cittadini. Per di più concede un privilegio, un diritto di veto, a chi sta finanziariamente un po’ meglio e può permettersi un moltiplicatore molto basso, in barba ai principi di solidarietà che dovrebbero guidare i processi di aggregazione. E personalmente non credo che una volta costituito il Comune di Monteceneri, nella forma minimale a 5, le trattative per coinvolgere di nuovo Mezzovico, se non Isone, inizieranno tanto presto. La situazione acquisita si cristalizzerà per parecchio tempo.
Come affermato nel messaggio e ribadito nel rapporto di maggioranza, il progetto posto in consultazione è chiaramente l’unico che assicura un vero riassetto istituzionale della regione dell’Alto Vedeggio, ma è anche vero che le opposizioni sono di peso e che la procedura ricorsuale, dall’esito tutt’altro che scontato, sarà molto lunga, basti pensare che attendiamo la decisione su Muggio da oltre un anno.
In conclusione mantengo la mia riserva in attesa della conclusione di questo interessante dibattito, pur continuando a ritenere che l’aggregazione dei 7 comuni sia la soluzione più coerente.

Messaggio del CdS e rapporto


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