Francesco Cavalli

Preventivo 2009


16 dicembre 2008

Questo preventivo 2009 contiene anche una notizia confortante per i dipendenti dello Stato e i docenti: nel 2009 riceveranno la compensazione integrale del rincaro. È però triste dover constatare che questa è una notizia! La compensazione del rincaro dovrebbe essere un fatto automatico e indiscutibile e non costituire, come purtroppo capita in questo paese, l’eccezione piuttosto che la regola. Non è un atto di generosità, come forse qualcuno pretende, ma di giustizia. Un semplice raffronto tra l’evoluzione degli stipendi e quello dell’indice dei prezzi, mostra che dal 1992 a oggi un docente di SE ha perso 4600 franchi all’anno e uno di scuola media 5900. Per tutte le classi la diminuzione del salario reale supera il 4%. Siamo in fondo alla graduatoria nazionale ed è veramente giunta l’ora di invertire la rotta.

Un questione dibattuta di questo preventivo è certamente quella delle borse di studio. Il Consiglio di Stato proponeva di trasformare un terzo degli assegni in prestiti per gli studi di grado terziario, con un risparmio di 4 milioni nel 2011. Una misura che ha immediatamente suscitato giustificate proteste (manifestazioni e petizioni) soprattutto tra gli studenti.
Ancora oggi l’origine sociale resta l’elemento più importante tra quelli che concorrono a determinare il livello finale di formazione dell’individuo e gli assegni di studio costituiscono uno strumento fondamentale per almeno attenuare tali disparità. Essi andrebbero semmai incrementati invece che ridotti. I prestiti per contro determinano debiti e l’indebitamento giovanile è un serio pericolo. Ciò vale a maggior ragione nell’attuale momento congiunturale, quando si comincia a parlare di recessione, quando sono sempre di più le famiglie che faticano a far quadrare il proprio bilancio e quando sono pure diminuite le possibilità di trovare un lavoro confacente al termine degli studi.
La commissione della gestione saggiamente propone di ristabilire la situazione precedente con un importo di 18 milioni per gli assegni, rispettivamente 4 milioni per i prestiti.

Il Consiglio di Stato ci propina inoltre una dozzina di taglietti nel settore della formazione per un totale di 2.5 milioni nel 2009 e 9.2 nel 2011. Taglietti ma sempre dolorosi che vanno ad aggiungersi a quelli già apportati negli scorsi anni. Fetta dopo fetta la qualità della nostra scuola (non dico l’eccellenza) è sempre più a rischio.
Ad esempio il “monte ore”, una delle innovazioni qualificanti della legge della scuola del ’90 è ormai ridotto al lumicino, anche se i nuovi compiti affidati alla scuola chiederebbero proprio più risorse per progetti d’istituto.
Analogamente l’ennesima riduzione della dotazione oraria penalizza ancora di più i corsi facoltativi, ma soprattutto quelli di sostegno che per il Consiglio di Stato sono l’eccezione, ma che secondo me evitano il ricorso alle lezioni private, che sono alla portata solo delle famiglie benestanti. Ancora una volta a rimetterci saranno i meno favoriti, i figli di famiglie in difficoltà. Il Ticino, notizia recente, è al 25 posto tra i cantoni quanto a spesa per la formazione. A causa dei salari, ma non solo. Ripeto, è veramente giunta l’ora di invertire la rotta.

Concludendo il preventivo 2009, nella versione della maggioranza della commissione della gestione, è un buon compromesso politico e va approvato come tale, pur presentando alcuni aspetti problematici come quelli che ho segnalato.

Infine un appello al Consiglio di Stato: basta speculare sulle addette alle pulizie, la componente più debole dei dipendenti. Contratti che prevedono mezzora al giorno sono indegni di uno Stato moderno e devono sparire.

Messaggio del CdS e rapporto


Interventi
Prima pagina