Francesco Cavalli

Fondo per la formazione ed il perfezionamento professionale


18 marzo 2009

È con grande piacere che saluto la conclusione positiva di questa odissea iniziata nell’aprile 2005 con la riuscita dell’iniziativa popolare promossa dal partito socialista “Per un fondo per la formazione ed il perfezionamento professionale”. 4 anni sono tanti, ma non me la sento di addossare la responsabilità al governo e alla divisione della formazione professionale che hanno sempre mostrato disponibilità al dialogo e alla trattativa pur nella diversità delle opinioni. Il freno è stato determinato dall’atteggiamento di chiusura della maggioranza della commissione scolastica (quella dello scorso quadriennio) che ha prodotto quello che definisco un non-rapporto che, se approvato, avrebbe reso inevitabile la votazione popolare.
La buona volontà da ambo le parti ci ha portato questo progetto accettabile. Rispetto al testo legislativo allegato al rapporto di minoranza del 2007 di cui ero relatore le differenze sostanziali sono due:
Rimane il carattere potestativo ma il Governo si è comunque impegnato ad istituire il fondo, ed è stata ridotta nella misura di 3 a 1 l'aliquota sulla massa salariale. Ciò comporterà una minore incisività del fondo, ma mostra la nostra disponibilità al compromesso poiché l’importante è partire per dimostrare al mondo economico dove forse permane un po’ di scetticismo, e al paese la bontà di questa riforma.
Una parentesi: non ho capito la quota dello 0.9 rispettivamente 2.9 invece di 1 e 3 per mille. Un “discount” che confonde solo le idee quando la differenza è di un franco su 10’0000! Parentesi chiusa.
La nostra iniziativa, non si poneva in contrasto a quanto di positivo viene fatto in questo cantone per la formazione professionale; anzi aveva proprio come scopo principale quello di rafforzare ulteriormente questo pilastro fondamentale della nostra offerta formativa.

Il controprogetto oggi in esame giunge in un momento congiunturale difficile, ed è purtroppo facile prevedere che la ricerca di un posto di tirocinio incontrerà ulteriori ostacoli. E allora proprio l’introduzione di questo fondo, che riconosce lo sforzo delle aziende formatrici e chiama anche le altre a contribuire, è più che mai opportuno.
È pur vero che, anno dopo anno, la Divisione per la formazione professionale riesce a sistemare tutti o quasi i richiedenti, ma è verosimile che alcuni essi rinunciano presto a cercare una possibilità di apprendistato optando, senza una vera convinzione, per gli studi liceali. Un tasso di transizione dalla scuola media verso le scuole medie superiori attorno al 40% che è uno dei più alti della Svizzera, può essere apparentemente positivo, ma presenta pure un aspetto preoccupante e allarmante dato dalla quota di insuccessi nelle prime liceo che si avvicina al 30%.
La carenza di posti di tirocinio deriva dal fatto che troppe aziende (l’87%) si sottraggono a quello che dovrebbe essere un loro dovere verso la società e quindi si avvalgono dello sforzo formativo di altri. Tra queste quelle del settore amministrativo e commerciale che hanno ridotto l’offerta e le agenzie di lavoro interinale per le quali la formazione è l’ultima preoccupazione.
Anche il tasso di disoccupazione è in crescita e i segnali non sono certo incoraggianti. È particolarmente preoccupante il fatto che tra i disoccupati troviamo oltre 800 giovani tra i 20 e i 24 anni, ciò che corrisponde al 7.8% della corrispondente popolazione ossia la percentuale più altra tra tutte le fasce d’età.
Sarebbe quindi di grande utilità poter disporre, tramite il fondo, di risorse tali da offrire a questi giovani come ad altri disoccupati occasioni di perfezionamento e riqualificazione professionale.
Il fondo è pure destinato a coprire, almeno parzialmente, le spese di trasferta degli apprendisti, aumentate a seguito della centralizzazione delle sedi SPAI. Sul tema sono pendenti un'iniziativa di UNIA, una petizione SISA e atti parlamentari, che potrebbero così essere evasi.
Mi auguro quindi che questo accordo per l’istituzione del Fondo per la formazione ed il perfezionamento professionale ottenga un largo consenso.

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