Francesco Cavalli

Aggregaziome Centovalli


2 giugno 2009

Qual è la regione del Ticino con la più grande varietà di minerali? No, non è il Mendrisiotto come si potrebbe pensare, bensì proprio le Centovalli. Questo territorio, a ridosso della linea insubrica, presenta infatti una ricchezza di affioramenti con rocce, cristalli (è recente la scoperta di zirconi) e metalli, oro e uranio compresi. È solo uno degli aspetti poco conosciuti delle Centovalli.
Dopo questa premessa, porto con piacere l’adesione del PS all’aggregazione dei tre comuni di Borgnone, Palagnedra e Intragna (con le loro numerose frazioni) nel nuovo comune che si chiamerà Centovalli. Un progetto approvato dall’80% della popolazione e quindi basato su un ampio sostegno, come da un po’ di tempo non succedeva . Mi sia consentito di portare anche il mio plauso quale semplice cittadino delle vicine Terre di Pedemonte che il processo aggregativo l’avevano avviato prima ma lo concluderanno (se lo concluderanno) dopo le Centovalli. Una volta c’era la presenza di un milionario, fin troppo riverito (anche a Palazzo), che dava slancio ai contrari e ai campanilisti a oltranza, ora il milionario sembra ridimensionato, ma la situazione non si sblocca.
Con pochi altri, tra cui il sindaco di Intragna, collega Giorgio Pellanda, qualche tempo fa avevo lanciato l’idea di un’aggregazione tra i 6 comuni del circolo della Melezza, idea che aveva raccolto un certo interesse nell’alta valle, ma subito scartata nelle Terre di Pedemonte. Non sono stato profeta in patria. Così giustamente Intragna, Palagnedra e Borgnone sono andate avanti con coraggio e decisione ed oggi siamo qui a sancire la nascita del nuovo comune Centovalli. Spero che questa non sia però una soluzione definitiva, ma, come ben evidenzia il rapporto commissionale ottimamente redatto da Giacomo Garzoli, sia un punto di partenza per riannodare il discorso più ampio che coinvolga in primo luogo le Terre di Pedemonte, ma anche la valle Onsernone ed eventualmente Losone. Ma questa è ovviamente musica del futuro, anche nell’ambito del dibattito, per ora più teorico che altro, sull’agglomerato locarnese.
Non ritorno sui dati politici e finanziari del nuovo Comune che sono ampiamente illustrati nel messaggio e nel rapporto e che danno ampie garanzie per l’immediato futuro del nuovo Comune, ma mi soffermo su alcuni aspetti che costituiscono la ricchezza di questa regione.

Le Centovalli sono un territorio ancora in buona parte ben conservato e tutelato, se si eccettua la presenza della diga di Palagnedra che rompe la continuità del fiume Melezza riducendolo a un rigagnolo a valle dello sbarramento.
Molti hanno percorso la valle, lungo la strada, che fortunatamente è rimasta tortuosa, pur con le necessarie migliorie, favorendo un traffico lento e non troppo intenso. E molti l’hanno pure percorsa sulla mitica Centovallina, unica superstite delle ferrovie di valle scomparse una dopo l’altra e che in molti, valmaggesi in testa, ora rimpiangono. Questa ferrovia è uno dei pregi delle Centovalli, un mezzo di trasporto pubblico che si è salvato solo grazie al fatto di essere internazionale in quanto componente del collegamento, attraverso il Sempione, tra il Ticino e la Svizzera Romanda. Ma all’azienda chiediamo anche di essere più attenta al traffico locale, non solo a quello internazionale. Anche in relazione alla ristrutturazione della casa per anziani S. Donato, con lo spostamento dell’entrata a livello della stazione, sarebbe auspicabile una intensificazione delle corse non solo sulla tratta Locarno - Intragna, ma anche fino al confine di Camedo.

Ma è soprattutto al di fuori della percorrenza stradale e ferroviaria che le Centovalli presentano paesaggi e piccoli insediamenti particolarmente attrattivi per un turismo a misura d’uomo e rispettoso della natura. Cito i nuclei di Bordei, Lionza, Rasa, Verdasio ecc. È questo tipo di turismo che va sostenuto, anche con interventi di valorizzazione e di recupero di edifici storici, come è stato fatto per il museo di Intragna o si intende fare con la casa Tondù a Lionza. Mi sia permesso anche di suggerire l’opportunità di eliminare qualche elemento di disturbo come un anacronistico stand di tiro.

A proposito di turismo e di sviluppo, al nuovo comune avrebbe sicuramente giovato la realizzazione del parco nazionale a cui i tre comuni avevano dato piena adesione. Il parco avrebbe consentito la salvaguardia delle ricchezze paesaggistiche e naturalistiche della valle ma anche di intraprendere numerose attività compatibili con le esigenze del parco, con la possibilità di creare posti di lavoro e quindi un indotto economico non trascurabile. Purtroppo dalla Valle Maggia sono giunte cattive notizie. Là, invece della solidarietà regionale, sono prevalsi interessi lobbistici e corporativi che potrebbero impedire la continuazione di un progetto su cui si erano riposte grandi speranze. Centovalli e Onsernone sono un po’ le vittime di un volere di pochi imposto a tutti.
Al di là di questa amara considerazione, concludo augurando al nuovo comune delle Centovalli e alle autorità che saranno elette in autunno di saper valorizzare ulteriormente questo bel territorio, e anche di poter garantire adeguati servizi alla popolazione residente in modo da invogliare i giovani a rimanere in valle. Le premesse ci sono, e dunque si può guardare al futuro con un certo ottimismo.
E concludo con un appoggio convinto al nuovo comune delle CENTOVALLI.

Messaggio del CdS e rapporto


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