Francesco Cavalli

Accordo intercantonale sulla pedagogia speciale


16 dicembre 2009

Tra le esperienze maturate durante la mia attività di docente ce n’è una che ricordo con particolare piacere che si aggancia particolarmente a questo tema. Negli anni ’90 ho portato alla maturità liceale un allievo sordo, inserito in una classe normale di 24 allievi. Un lavoro certamente impegnativo e al contempo arricchente. L’operazione ha potuto avere successo grazie al fatto che l’AI ci sovvenzionava alcune ore settimanali di sostegno personale.
Infatti allora e fino all’entrata in vigore nel 2008 della nuova perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni, era l’AI a sostenere finanziariamente le scuole speciali.
Ora la completa responsabilità formale, giuridica e finanziaria riguardante la scolarizzazione dei ragazzi e dei giovani che necessitano di misure specifiche di pedagogia specializzata passerà ai Cantoni.
Come è stato evidenziato nella risposta del PS alla consultazione del 2006, si assisterà a un cambiamento di paradigma molto importante: i beneficiari passeranno cioè dallo statuto di assicurati a quello di allievi. La pedagogia speciale diventa così parte integrante del mandato della scuola pubblica.
Questa è uno dei motivi che ha portato la CDPE ad elaborare il testo dell’accordo che permette di colmare il vuoto legislativo lasciato dalla Assicurazione Invalidità. Ma non è l’unico. Gli scopi principali dell’accordo sono:
- definire l’offerta delle misure di pedagogia speciale di base che assicura la formazione e la presa a carico dei bambini e dei giovani con bisogni educativi particolari;
- promuovere l'integrazione di questi bambini e di questi giovani nella scuola regolare;
- definire una terminologia e strumenti comuni.

Contrariamente ad HarmoS, già nella sua prima versione posta in consultazione nel 2006, questo accordo riconosce la validità del modello ticinese che è il risultato del lavoro svolto nell’ambito della pedagogia speciale da 1975 a oggi.
In particolare si è scelto un modello integrativo, nel senso che gli allievi con problematiche specifiche o di apprendimento siano integrati nelle scuole regolari fin tanto che possono raggiungere i requisiti minimi richiesti dalla scuola regolare.
L’inserimento dell’allievo sordo citato prima, in una normale classe liceale è un esempio tipico di questo nostro sistema che privilegia l’integrazione. Mi auguro che anche senza l’intervento finanziario dell’AI ciò sarà ancora possibile.
Per i giovani in situazione di handicap, che non possono raggiungere tali obiettivi, vengono proposte da un lato le classi speciali (inserite nelle scuole comunali e cantonali, dove hanno la possibilità di svolgere un’integrazione mirata) e dall’altro lato le classi speciali degli istituti privati con possibilità di internato (per i casi in cui è richiesta una situazione maggiormente protetta).
Nell’anno scolastico 2008-09 gli allievi inseriti in queste classi speciali erano 699 di cui 486 nelle scuole pubbliche e 213 in istituti privati. Globalmente nelle scuole speciali viene quindi accolto l’1.3% degli allievi, quota che varia a seconda dell’età. Nel resto della Svizzera questa percentuale si situa attorno al 6 - 7%.
Ora l’accordo intercantonale che ci viene sottoposto oggi per approvazione riprende in pieno questa impostazione in quanto viene detto esplicitamente che i Cantoni devono promuovere l’inserimento nella scuola regolare e che le soluzioni integrative sono da preferire a quelle di separazione. Vedremo come gli altri Cantoni sapranno adeguarsi a questa impostazione. Noi siamo sempre molto diligenti e molto troppo veloci, nell’applicare le direttive federali (vedi ad esempio le condizioni per l’abilitazione all’insegnamento), ora tocca ad altri fare altrettanto.
Dal profilo finanziario la nuova impostazione comporta per il Cantone un onere non indifferente. Come riferisce il messaggio nel 2008 l’ammontare netto di spesa a carico del DECS è stato di 34'134’000 Fr., con un maggior onere netto rispetto all’anno precedente di 27'773’000 Fr. Altri oneri saranno a carico del DSS.
A questo proposito noi chiediamo che questi maggiori costi non vengano poi recuperati con tagli alle spese in altri settori dei Dipartimenti interessati, o con il peggioramento delle condizioni di lavoro di chi opera in questi ambiti.

La consultazione del 2006 ha pure permesso di correggere e migliorare un altro aspetto dell’accordo, quello riguardante il ruolo della famiglia. Ora si precisa che i detentori dell'autorità parentale sono associati alla procedura decisionale relativa all'attribuzione delle misure di pedagogia speciale, formulazione equilibrata ripresa nel rapporto della commissione scolastica.
La scelta della struttura dovrà avvenire tramite una procedura standard di valutazione per determinare i bisogni individuali. Del resto va aggiunto che nel nostro cantone negli ultimi 20 anni si sono registrati solo un paio casi di disaccordo, poi risolti in modo soddisfacente e quindi il problema non va ingigantito.
Da ultimo vorrei accennare alla questione dei docenti e della loro formazione.
Anche questo Accordo, prevede l’accesso ai posti di docenti nella scuola speciale ai candidati con abilitazione all’insegnamento, preceduta da formazione accademica con tanto di master, secondo il regolamento della CDPE.
Non vorremmo che vengano precluse altre possibilità, collaudate con successo proprio nelle nostre scuole speciali, dove è stato consentito l’accesso all’insegnamento anche a persone con percorsi formativi diversi.
A questo proposito cito lo splendido lavoro realizzato dalle scuole speciali del Sopraceneri all’Isola dei conigli, la più piccola delle due isole di Brissago.
Si è trattato della riattazione e sistemazione del vecchio edificio eseguito dai ragazzi con la consulenza dei docenti (che ci hanno messo anche del tempo libero) e di volontari. Il lavoro prosegue tuttora con le rifiniture la gestione e la manutenzione. Grazie a queste attività i ragazzi hanno potuto scoprire delle risorse e delle competenze che nell’ambito scolastico non emergono a sufficienza. Perché ho citato questo esempio? Proprio perché questo progetto è stato realizzato grazie anche alla presenza tra il corpo docente di persone provenienti dall’artigianato. Ricordo con affetto Danilo Cavalli, non un parente ma un caro amico recentemente scomparso. Era un falegname che ha poi completato la formazione in pedagogia curativa dedicandosi con passione all’insegnamento con i ragazzi bisognosi di educazione speciale.
Le scuole speciali hanno bisogno certo di pedagogisti, psicologi, psicomotricisti, ma anche di falegnami.

Fatte queste considerazioni porto l’adesione del gruppo PS al messaggio e al rapporto.

Messaggio del CdS e rapporto


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