Francesco Cavalli

Contro - contropenna


Area, 12 novembre 2004

Su Area del 29 ottobre, nella rubrica “contropenna”, il collega Claudio Origoni, che peraltro stimo e ammiro per la sua instancabile attività di stimolo alla lettura, denuncia, con stile graffiante e nel medesimo tempo scanzonato, un nuovo scandalo che si sta abbattendo sul Ticino: un ciclo di conferenze sulla matematica.
Confesso di non aver capito bene se nell’articolo prevalga l’astio verso un aspetto della nostra cultura (e sottolineo cultura) che ha provocato nell’autore sofferenze scolastiche non ancora rimarginate, o se invece non ci sia in fondo un po’ di autoironia dettata dalla constatazione della sua lontananza da questo mondo per lui alieno. Voglio sperare che la seconda interpretazione sia quella che più si avvicina alla realtà.
Piaccia o non piaccia, anche la cultura scientifica ha oggi un pubblico di interessati, ricordo ad esempio la conferenza tenuta recentemente a Locarno, in una sala della Sopracenerina strapiena, dall’astrofisica Margherita Hack, una scienziata che, quanto a cultura umanistica, non ha nulla da invidiare a molti intellettuali nostrani e non.
In fondo la differenza sta proprio nel fatto che un cultore delle scienze e della matematica sa apprezzare la letteratura e le arti, mentre solo raramente, specialmente nella nostra piccola realtà “cantonticinese”, si verifica una reciprocità.
Non volendo polemizzare sul grossolano apprezzamento nei confronti dei docenti di matematica, poco consono a un collega nonché operatore culturale, preferisco soffermarmi su un passaggio per me particolarmente significativo dell’articolo.
Una cosa che fa inorridire Claudio Origoni è che si possa trovare soddisfazione nel ridimostrare un teorema, paragonando questa attività alla visione in differita di un incontro di calcio. A parte il fatto che il confronto è improponibile, ci si potrebbe allora chiedere che senso abbia rileggere un buon libro o rivedere un bel film. Credo che siamo tutti d’accordo nel dire che ciò ha senso ed è sovente molto utile, Lo stesso si può dire del riscoprire la dimostrazione di un bel teorema. Del più famoso teorema, quello di Pitagora che non credo possa provocare il mal di pancia a nessuno, esistono centinaia di dimostrazioni e se ne possono sempre trovare di nuove.
Sono un assiduo lettore di vari genere letterari per cui concludo, senza volergli rubare il mestiere, consigliando a Claudio Origoni due libri.
Il primo “L’uomo che vide l’infinito” (R. Kanigel, Rizzoli, 2003), una biografia del matematico indiano Srinivasa Ramanujan, che descrive soprattutto la vicenda umana del giovane e sfortunato genio dell’inizio del XX secolo.
Il secondo “Il teorema del pappagallo” (D. Guedj, Longanesi, 1998), dove si racconta di tre vivaci ragazzi, un anziano collezionista di libri e un pappagallo che si dilettano con la storia della matematica e i suoi misteri. Ma certamente Claudio Origoni questo libro già lo conosce.


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