Francesco Cavalli

Le radici da riannodare


Area - Progetto PS, 7 giugno 2002

Il prossimo 22 settembre la popolazione delle Terre di Pedemonte sarà chiamata alle urne per la votazione consultiva sull'aggregazione dei comuni di Tegna, Verscio e Cavigliano.
I nostri quotidiani, troppo presi a seguire i tira e molla tra i comuni che dovrebbero formare la cosiddetta "grande Lugano", non hanno per ora dato molto risalto a questa fusione che, come quelle della Capriasca, dell'Onsernone (già effettive) e della bassa Valle Maggia (dove pure si voterà in settembre), meglio si adatta al progetto governativo tendente a creare comuni politicamente capaci di affrontare le nuove sfide che ci attendono nei prossimi decenni.
Le Terre di Pedemonte costituiscono infatti un'unità territoriale che credo sia nota a molti Ticinesi; del resto la storia ci insegna che il Comune di Pedemonte (che comprendeva anche Auressio, tuttora compreso nel Patriziato) è documentato fin dal 1200, e che gli attuali comuni politici sono effettivamente tali soltanto a partire dal 1803. In un certo senso si può definire il momento attuale come un ritorno al passato, ma con obiettivi ben rivolti al futuro.

Le premesse per avviare il progetto di fusione furono gettate con l'inizio della legislatura 1996-2000, quando i tre Municipi avevano instaurato la prassi di incontri regolari aventi lo scopo di affrontare i numerosi problemi comuni. Fu inevitabile che, in questo contesto, si affrontasse anche il discorso della fusione e, quale primo passo, si pensò ad un sondaggio presso la popolazione, indetto nell'autunno del 1998.
All'inchiesta hanno risposto 575 persone (dunque una buona partecipazione). I risultati indicavano che, a quel momento, i favorevoli alla fusione erano il 56% a Cavigliano, l'88% a Verscio e il 42% a Tegna. Il risultato in quest'ultimo comune non ha stupito nessuno, anzi ci si aspettava un'opposizione molto più netta. Infatti Tegna gode di una situazione finanziaria particolarmente vantaggiosa, che grazie ad un facoltoso contribuente, permette l'applicazione di un moltiplicatore politico molto attrattivo.

Lo studio per l'aggregazione ha poi preso avvio nel marzo 1999, con la risoluzione del Consiglio di Stato che istituiva l'apposita commissione. Fino al termine della legislatura 1996-2000, i rappresentanti di Tegna, pur esprimendo le loro perplessità, hanno collaborato attivamente alla preparazione del progetto di nuovo comune unito. Soltanto dopo le elezioni del 2000, la nuova compagine municipale ha troncato ogni forma di dialogo. Nonostante ciò, i lavori sono proseguiti e il rapporto della commissione è stato consegnato al Consiglio di Stato nel gennaio 2001.

Ora toccherà agli elettori esprimersi in merito e tocca a chi come me è convinto dell'utilità di questa aggregazione, impegnarsi per informare e persuadere i molti concittadini ancora indecisi, perplessi, o magari tendenzialmente contrari.
Gli argomenti a favore della fusione sono molteplici. Non si tratta di un'operazione che deriva da uno stato di necessità, in quanto i nostri comuni, oggi come oggi, rispondono ancora in modo più che dignitoso ai compiti istituzionali loro affidati.
Guardando al futuro, siamo però certi che un comune di 2500 abitanti potrà affrontare molto meglio, rispetto ai tre piccoli comuni attuali, le sfide che ci attendono nei prossimi decenni; sarà in grado di offrire strutture più efficienti, avrà una maggior autorevolezza politica nei confronti dei partners pubblici (stato e comuni limitrofi) e privati (fornitori di servizi) e, non da ultimo, disporrà di un'indubbia autonomia finanziaria.
Senza dubbio il moltiplicatore d'imposta comunale sarà uno dei temi più caldi del dibattito che precederà la votazione, ed è scontato che il Municipio di Tegna ne farà il proprio cavallo di battaglia. Ma non è per nulla scontato che la popolazione di un comune debba seguire ciecamente il proprio esecutivo, i cui meriti si limitano all'applicazione di un moltiplicatore politico del 65% grazie alla presenza del già citato facoltoso contribuente.
Il progetto si pone quale obiettivo un moltiplicatore attorno all'80% da raggiungere in cinque anni, durante i quali verrà applicato un moltiplicatore differenziato.
Bisognerà poi far leva soprattutto su altri valori, ricordare che sul nostro territorio mancano ancora parecchie infrastrutture: l'unica casa per anziani (un po' vetusta) è a Intragna, non esistono centri diurni per la popolazione anziana, manca una vera palestra per le scuole e per le società sportive e non esistono ritrovi per i giovani.
Anche in parecchi altri settori si potrebbe operare molto meglio, basti ricordare che ora ci sono tre aziende per erogare l'acqua potabile captata dalle medesime sorgenti!

La sezione PS Terra di Pedemonte ("Terra" e non "Terre", perché il nome non è stato scelto a caso) si schiera compatta, senza distinzioni campanilistiche, a favore della costituzione del nuovo comune di Pedemonte ed intende impegnarsi, assieme ad altre forze politiche, per far prevalere le ragioni della solidarietà e del progresso economico e sociale nei confronti degli interessi di pochi.
Crederci è un nostro dovere.


Articoli
Prima pagina