Francesco Cavalli

Formazione professionale: non meniamo il can per l’aia


Area, 15 dicembre 2006

Nel 2005 il PS ha consegnato alla Cancelleria dello Stato un’iniziativa popolare con la quale chiedeva l’istituzione di un fondo per la formazione professionale dei giovani e la formazione permanente degli adulti al quale contribuiscano tutte le aziende, oltre che il Cantone. L’iniziativa ha lo scopo di riportare la formazione professionale al centro del dibattito politico e di elevare a livelli accettabili la responsabilità delle aziende in questo settore cruciale.
Le difficoltà per i giovani usciti dalla scuola media a trovare un posto di tirocinio sono note; bene o male, ad autunno inoltrato tutti o quasi vengono sistemati, ma si dimentica che molti di essi avevano già ben presto rinunciato a cercare una possibilità di apprendistato optando, senza convinzione alcuna, per gli studi liceali.
Così in questo ordine si scuola, anche lo scorso settembre abbiamo avuto un ulteriore aumento di iscrizioni, pari a 8 sezioni.
Un tasso di transizione dalla scuola media verso le scuole medie superiori attorno al 40% (il 33,5% al liceo) che è uno dei più alti della Svizzera, può essere apparentemente positivo, ma presenta pure un aspetto preoccupante e allarmante dato dalla quota di insuccessi nelle prime liceo che dal 20% nel 2000, è arrivata al 30% (quasi 400) lo scorso anno.
Per questi giovani mancano dunque reali alternative quali un apprendistato in sintonia con le loro attitudini e aspirazioni. I posti di tirocinio sono sempre meno e troppe aziende (in primo luogo del terziario) si sottraggono a questo importante dovere verso la società.
Una prima opportunità per esaminare l’iniziativa è stata sprecata in occasione dell’approvazione modifica della Legge sull’orientamento scolastico e professionale e sulla formazione professionale e continua (Lorform) che all’articolo 36 prevede soltanto la possibilità di istituire fondi cantonali settoriali o un fondo cantonale generale. Una modifica di questo articolo nel senso indicato dalla nostra iniziativa avrebbe rappresentato una soluzione ottimale. Purtroppo la commissione scolastica prima e il Gran Consiglio in seguito hanno deciso diversamente, rinviando così di diversi mesi l’entrata in materia sull’iniziativa.
Ora, dopo un anno e mezzo si è giunti alla definizione del testo conforme dell’iniziativa, che tra l’altro fissa tra il 3 e il 7 per mille della massa salariale la quota annuale obbligatoria delle aziende al fondo. Il dibattito si è protratto nel tempo, anche perché dal Dipartimento erano giunti segnali vaghi di un possibile compromesso, naufragati in una controproposta indiretta del tutto minimale e quindi impossibile da considerare all’altezza di un vero controprogetto.
La commissione scolastica, a maggioranza ha poi respinto l’iniziativa, sostenuta solo dai deputati del PS e ora questa maggioranza dovrà decidersi se proporre o meno un proprio controprogetto. Non vorremmo che questo dilemma serva solo a dilazionare ancora i tempi per portare l’oggetto in Parlamento. Da parte nostra siamo pronti a sostenere l’iniziativa con un rapporto di minoranza e quindi ad affrontare la votazione popolare che ci auguriamo possa avvenire al più presto.


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