Francesco Cavalli

Numeri


Area, 16 marzo 2007

Arrivare in Gran Consiglio dopo aver insegnato la matematica per 36 anni e scoprire quali diverse valenze vengono attribuite ai numeri può sembrare paradossale. Eppure ho dovuto constatare che non per tutti certi numeri, e la loro variazione, assumono la stessa importanza. Quelli davvero importanti dovrebbero essere il numero dei disoccupati, che continua ad essere superiore a 8’000 e non accenna a diminuire seriamente, oppure il numero, che si sta avvicinando a 10'000, di chi non può pagare i premi delle casse malati e arrischia di non poter più ricevere le cure necessarie, o ancora il numero di persone, oltre 4000, costrette a far capo all’assistenza sociale. Per noi è certamente così, ma per altri questi numeri contano solo nella misura in cui incidono sui conti dello Stato.
Il gruppo PS in Gran Consiglio è stato particolarmente attivo nel proporre soluzioni a questi gravi problemi, e proprio nell’ultima seduta, sosterremo le nostre iniziative per misure concrete volte a combattere la disoccupazione e per costituire un fondo per la formazione professionale.
Ma le buone soluzioni non hanno praticamente mai avuto successo presso i rappresentanti del centro-destra. A parole sono sempre abili a disquisire su famiglia, formazione, previdenza e altro, ma poi al momento buono si ricompattano per approvare i tagli alla spesa pubblica e fanno valere la loro legge dei numeri, quella della maggioranza parlamentare.
Cambiamo allora i rapporti numerici anche nelle istituzioni: 1+1 in Consiglio di Stato, certo, ma anche 16+N in Gran Consiglio, con N maggiore o uguale a 4.


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