Francesco Cavalli

Tre Terre, un territorio coerente


laRegione, 27 agosto 2011

Costituire “entità territoriali coerenti” è una delle condizioni previste dalla Legge per procedere all’aggregazione tra due o più Comuni.
Questo concetto di coerenza territoriale è stato fonte di non poche controversie nel caso di alcune aggregazioni portate a termine o abbandonate nel recente passato. Se è vero che in qualche caso il progetto aggregativo non era perfetto da questo punto di vista, nessuno potrà negare che le Terre di Pedemonte costituiscono un’entità territoriale coerente, anzi si può affermare, senza tema di smentita, che ne sono un caso esemplare. Un fatto riconosciuto in tutto il Cantone, da Chiasso ad Airolo, come pure da tutto l’arco politico dalla destra alla sinistra. Dal punto di vista geografico, lo si impara a scuola, le tre Terre sono disposte in modo analogo su terrazzi che scendono verso il fondovalle della Melezza. Gli insediamenti umani si sono sviluppati nel tempo partendo dai nuclei posti a ridosso della montagna per poi occupare, specialmente negli ultimi decenni, una porzione sempre maggiore di territorio. Così che ora i confini tra i singoli comuni sono sempre meno evidenti e anche gli ultimi spazi vuoti stanno scomparendo in conseguenza dell’intensa edificazione in atto nel settore ovest di Tegna.
Ebbene su un territorio come il nostro, che si presenta con una morfologia unitaria e un’urbanizzazione uniforme, la presenza di tre entità politiche, che certamente si giustificava in passato, si sta sempre più rivelando eccessiva, se non persino controproducente.
Questo nostro territorio è una risorsa preziosa e non rinnovabile: va dunque gestito con una politica lungimirante di “sviluppo sostenibile” che privilegi gli interessi della collettività e la qualità di vita. E questi obiettivi si raggiungeranno molto più facilmente con un comune unico che non con altre forme di collaborazione che spesso risultano di difficile gestione. Non è un discorso teorico in quanto gli esempi non mancano: si pensi all’approvvigionamento idrico con un consorzio e tre aziende comunali, ai percorsi ciclabili e alla viabilità in genere, alla zona artigianale, allo smaltimento dei rifiuti e al piano regolatore per limitarsi ai problemi che toccano la politica territoriale. Ma considerazioni analoghe valgono per ogni altro aspetto della conduzione della cosa pubblica, come è stato evidenziato nella presentazione del gruppo di sostegno “Tre Terre: l’unione fa la forza”.
Fra poche settimane, le cittadine e i cittadini di Tegna, Verscio e Cavigliano si esprimeranno, in votazione consultiva, per accogliere o respingere questo secondo progetto aggregativo dei tre attuali Comuni. Si tratta, quasi certamente, dell’ultima opportunità che abbiamo a disposizione e che va colta per favorire uno sviluppo armonioso e costruttivo di queste nostre Tre Terre.
Nella convinzione che la ricchezza di un territorio non va misurata in termini di capitale proprio o di moltiplicatore politico, ma è determinata dai valori ambientali e dalla qualità di vita, faccio un caldo invito a tutte e a tutti affinché il prossimo 25 settembre sostengano con un SI convinto la proposta di aggregazione di Tegna, Verscio e Cavigliano in un unico comune che si chiamerà Tre Terre.


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