Francesco Cavalli

Anche Max Frisch voterebbe NO


laRegione, 22 gennaio 2014

Avevo il diritto di voto da pochi anni quando il 7 giugno del 1970 mi recai al seggio per esprimere il mio NO all’iniziativa lanciata dall’allora consigliere nazionale James Schwarzenbach, che preconizzava una drastica riduzione della popolazione straniera in Svizzera. Per l’occasione la partecipazione fu massiccia (74.7% degli aventi diritto, a quel tempo solo i maschi di almeno 20 anni) e il risultato fu chiaro, con il NO a prevalere nella misura del 54%. Responso ancora più netto in Ticino dove il NO raggiunse il 63.7%.
A 44 anni di distanza siamo chiamati alle urne per decidere su un’iniziativa dell’UDC che mi fa ripensare a quella citata sopra e mi interrogo su quali possano essere le analogie tra l’iniziativa di allora e quella odierna. Credo proprio che siano parecchie. Certo è cambiata la tipologia dell’immigrazione e sono mutate (sovente in peggio) le dinamiche sociali con una classe padronale sempre più libera di imporre le proprie regole e il proprio potere. Ma oggi come allora, perlomeno in Ticino, i lavoratori stranieri sono generalmente impiegati per lavori poco retribuiti, spesso pericolosi e con insufficienti protezioni sociali. Oggi come allora le motivazioni di fondo dell’iniziativa non sono economiche ma essenzialmente isolazioniste, per non dire xenofobe. Insomma per i promotori e i loro alleati troppi stranieri sono un pericolo per l’identità del paese.
Nel 1970 gran parte degli immigrati erano italiani, erano occupati nell’edilizia e nella ristorazione, molti avevano lo statuto di stagionale, e ciononostante diedero un contributo essenziale alla crescita del benessere del nostro paese. Molti di loro, grazie anche ai risultati di quella votazione e di altre che seguirono, sono rimasti in Svizzera e molti di loro con i rispettivi figli e nipoti sono nel frattempo diventati Svizzeri e il prossimo 9 febbraio potranno votare. Chissà se si ricorderanno il risultato della prima iniziativa antistranieri e di quello che tale rifiuto ha comportato per la loro famiglia? Spero proprio che lo facciano e anche da loro mi aspetto un deciso NO.
“Cercavamo braccia, sono arrivati uomini” affermava Max Frisch negli anni 60 e credo che questa frase conservi tutta la sua attualità, in quanto gli immigrati prima di essere una forza lavoro sono uomini e donne che meritano rispetto e parità di trattamento. Il 9 febbraio anche Max Frisch voterebbe NO.


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