Francesco Cavalli

Iniziativa intempestiva e contraddittoria


laRegione, 16 settembre 1999

In qualità di membro della commissione designata dal Consiglio di Stato con l’incarico di presentare una proposta d’aggregazione di Tegna, Verscio e Cavigliano, credo di poter esprimere alcune riflessioni in merito all’iniziativa lanciata da alcuni cittadini di Tegna, volta a sospendere o rallentare le trattative in corso senza con ciò essere accusato di mettere il naso negli affari altrui. I progetti per l’aggregazione dei comuni, non solo quello delle Terre di Pedemonte, suscitano certamente sentimenti contrastanti e, in una società democratica, bisogna avere il massimo rispetto di tutte le opinioni. Altrettanto rispetto è dovuto al diritto d’iniziativa ancorato nelle costituzioni federale e cantonale e ripreso nei regolamenti comunali.
Fatte queste doverose premesse, e lasciando ai giuristi l’interpretazione sulla ricevibilità dell’iniziativa, ritengo che la stessa sia in ogni caso intempestiva e contraddittoria.
È intempestiva perché un’iniziativa dovrebbe affrontare una tematica della quale l’autorità politica non si occupa o che comunque non intende sottoporre a consultazione popolare. Nel è certo il caso dell’aggregazione dei comuni delle Terre di Pedemonte; infatti l’iter procedurale, come ben spiegato a pagina 5 dell’opuscolo distribuito ai cittadini, prevede una consultazione popolare dopo che la commissione - nella quale anche i contrari o gli scettici sono rappresentati - avrà elaborato un progetto dettagliato contenente la struttura politica e amministrativa, l’organizzazione territoriale e il piano finanziario del nuovo comune. Anzi, l’iniziativa nasconde il rischio che la popolazione non possa esprimersi in votazione popolare qualora il Municipio o il Consiglio Comunale decidessero di abbandonare la discussione con i comuni vicini.
È contraddittoria perché, nell’autunno 1998, in occasione del lancio del primo sondaggio tendente a verificare le opinioni della popolazione in merito alla fusione dei tre comuni, soprattutto tra i contrari (o gli scettici) si era obiettato che questa consultazione era prematura in quanto c’era una carenza di informazione.
Ora mi chiedo come mai si voglia sottoporre il quesito alla popolazione senza attendere che tutti possano essere debitamente informati sull’esito del lavori della commissione, che rassegnerà il proprio rapporto entro fine anno.
Non capisco perché gli iniziativisti non abbiano voluto aderire agli inviti espressi sull’ultimo numero della rivista Treterre e sul bollettino informativo di partecipare attivamente al dibattito in corso. I loro dubbi e le loro obiezioni avrebbero costituito un contributo importante in vista della votazione consultiva prevista dalla legge. In conclusione esprimo la speranza e la convinzione che lo studio sull’aggregazione possa continuare e concludersi secondo il programma stabilito, così che, in occasione delle previste riunioni pubbliche, prenda avvio un dibattito approfondito con la popolazione che dovrà poi esprimersi in modo definitivo e con cognizione di causa in votazione popolare.


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